L. Marin, F. Manzoni, M. Febbi, Gervasoni, E. Caldarella, F. de Caro, F. Re, P. Patanè
INTRODUZIONE
Il numero di interventi di artroplastica dell’anca o del ginocchio (AP) è aumentato in modo significativo negli ultimi anni e si prevede che questa tendenza al rialzo continuerà nel prossimo futuro1. È ormai ampiamente riconosciuto che i livelli di forma fisica preoperatoria svolgano un ruolo cruciale nel prevedere i risultati postoperatori dopo un intervento di AP degli arti inferiori2. Tuttavia, un’osservazione degna di nota è che molti pazienti, in particolare quelli fragili, spesso si presentano all’intervento con mobilità ridotta e capacità funzionale compromessa3. Di conseguenza, vi è un’urgente necessità di identificare strategie efficaci volte a migliorare la capacità funzionale delle persone sottoposte a chirurgia elettiva. La preabilitazione (prehab), comprende una serie di interventi progettati per aiutare i pazienti a migliorare le loro condizioni fisiche e il loro benessere psicologico prima dell’intervento chirurgico. L’obiettivo generale è quello di ridurre al minimo i ricoveri ospedalieri e l’insorgenza di complicanze postoperatorie4. La prehab per la AP può includere vari interventi come protocolli di esercizi, allenamento dell’equilibrio e dell’andatura, elettrostimolazione, pressoterapia, crioterapia e interventi psicologici5. L’impegno in prehab è stato correlato a una minore necessità di cure postoperatorie, contribuendo così a una significativa riduzione dei costi complessivi del sistema sanitario4, 6. Tuttavia, l’aderenza a un programma in strutture dedicate è in genere ostacolata sia da problemi organizzativi, come i trasferimenti in clinica, sia da barriere psicofisiche, come la scarsa motivazione e il dolore3, 7. L’elettrostimolazione neuromuscolare indiretta (NMES), ha dimostrato di essere un efficace trattamento domiciliare di preabilitazione, mostrando miglioramenti significativi della forza muscolare e una riduzione della degenza ospedaliera postoperatoria dopo AP del ginocchio8, 9. Negli ultimi anni, la teleriabilitazione è emersa come un’alternativa promettente al tradizionale trattamento riabilitativo. Per questo lo studio si è proposto di valutare e confrontare l’efficacia di due programmi di tele-preabilitazione (teleprehab), uno con NMES l’altro con opuscolo di esercizi, sulla capacità funzionale e la qualità della vita di un gruppo di pazienti candidati ad AP, anca o ginocchio, in regime di elezione. La caratteristica distintiva dello studio risiede nella somministrazione completa in teleconferenza, valutazioni incluse. Questa metodologia innovativa non solo esplora l’efficacia di diversi programmi di tele-prehab, ma sottolinea anche il potenziale della telemedicina nell’ottimizzazione dell’assistenza e dei risultati terapeutici.
MATERIALI E METODI
Campione
Lo studio si è svolto presso l’unità operativa di Chirurgia Mini Invasiva del Dipartimento di Chirurgia Ortopedia dell’Istituto di Cura Città di Pavia (ICCP), Polo didattico delle Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia, nel periodo compreso tra il 15/04/2023 e il 15/06/2023.
Sono stati reclutati 12 pazienti (7 donne) che rispettavano i seguenti criteri di inclusione:
I criteri di esclusione erano:
Utilizzando un generatore di numeri casuali, i partecipanti sono stati assegnati a uno dei due gruppi in studio, entrambi composti da 6 pazienti: gruppo sperimentale (EG) (67 ± 6, 3 anni; 3 femmine), gruppo di controllo (CG) (67, 9 ± 6, 7 anni; 4 femmine). L’assegnazione casuale riferiva ad un rapporto 1:1 tra i gruppi e ha evitato errori di prevedibilità di selezione. Nessuna differenza significativa tra i due gruppi.
Programma di tele-preabilitazione
Cinque settimane prima dell’intervento, tutti i partecipanti sono stati contattati telefonicamente per fissare un incontro in videoconferenza, con lo scopo di spiegare la metodologia utilizzata per latele-prehab, addestrarli a eseguire il trattamento assegnato e fissare la data per la valutazione iniziale e l’inizio del programma. Durante le quattro settimane precedenti l’intervento, i soggetti di entrambi i gruppi si sono impegnati autonomamente in un programma di tele-prehab, che consisteva in tre sessioni settimanali, ciascuna della durata di 30 minuti. EG ha utilizzato un elettrostimolatore consegnato a domicilio, mentre CG ha seguito gli esercizi descritti in un opuscolo. Una volta alla settimana, il fisioterapista contattava i partecipanti per risolvere eventuali problemi e aumentare il livello di aderenza al programma.