Fisioterapia
16/03/2026

Telepreabilitazione con elettrostimolazione: effetti sui pazienti candidati ad artroplastica dell’arto inferiore

Negli ultimi anni, gli interventi di artroplastica dell’anca e del ginocchio sono aumentati e si prevede un’ulteriore crescita. La forma fisica preoperatoria predice i risultati postoperatori dell’artroplastica degli arti inferiori.

elettrostimolazione

L. Marin, F. Manzoni, M. Febbi, Gervasoni, E. Caldarella, F. de Caro, F. Re, P. Patanè 


INTRODUZIONE 


Il numero di interventi di artroplastica dell’anca o del ginocchio (AP) è aumentato in modo significativo negli ultimi anni e si prevede che questa tendenza al rialzo continuerà nel prossimo futuro1. È ormai ampiamente riconosciuto che i livelli di forma fisica preoperatoria svolgano un ruolo cruciale nel prevedere i risultati postoperatori dopo un intervento di AP degli arti inferiori2. Tuttavia, un’osservazione degna di nota è che molti pazienti, in particolare quelli fragili, spesso si presentano all’intervento con mobilità ridotta e capacità funzionale compromessa3. Di conseguenza, vi è un’urgente necessità di identificare strategie efficaci volte a migliorare la capacità funzionale delle persone sottoposte a chirurgia elettiva. La preabilitazione (prehab), comprende una serie di interventi progettati per aiutare i pazienti a migliorare le loro condizioni fisiche e il loro benessere psicologico prima dell’intervento chirurgico. L’obiettivo generale è quello di ridurre al minimo i ricoveri ospedalieri e l’insorgenza di complicanze postoperatorie4. La prehab per la AP può includere vari interventi come protocolli di esercizi, allenamento dell’equilibrio e dell’andatura, elettrostimolazione, pressoterapia, crioterapia e interventi psicologici5. L’impegno in prehab è stato correlato a una minore necessità di cure postoperatorie, contribuendo così a una significativa riduzione dei costi complessivi del sistema sanitario4, 6. Tuttavia, l’aderenza a un programma in strutture dedicate è in genere ostacolata sia da problemi organizzativi, come i trasferimenti in clinica, sia da barriere psicofisiche, come la scarsa motivazione e il dolore3, 7. L’elettrostimolazione neuromuscolare indiretta (NMES), ha dimostrato di essere un efficace trattamento domiciliare di preabilitazione, mostrando miglioramenti significativi della forza muscolare e una riduzione della degenza ospedaliera postoperatoria dopo AP del ginocchio8, 9. Negli ultimi anni, la teleriabilitazione è emersa come un’alternativa promettente al tradizionale trattamento riabilitativo. Per questo lo studio si è proposto di valutare e confrontare l’efficacia di due programmi di tele-preabilitazione (teleprehab), uno con NMES l’altro con opuscolo di esercizi, sulla capacità funzionale e la qualità della vita di un gruppo di pazienti candidati ad AP, anca o ginocchio, in regime di elezione. La caratteristica distintiva dello studio risiede nella somministrazione completa in teleconferenza, valutazioni incluse. Questa metodologia innovativa non solo esplora l’efficacia di diversi programmi di tele-prehab, ma sottolinea anche il potenziale della telemedicina nell’ottimizzazione dell’assistenza e dei risultati terapeutici.


MATERIALI E METODI

Campione

Lo studio si è svolto presso l’unità operativa di Chirurgia Mini Invasiva del Dipartimento di Chirurgia Ortopedia dell’Istituto di Cura Città di Pavia (ICCP), Polo didattico delle Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pavia, nel periodo compreso tra il 15/04/2023 e il 15/06/2023. 

Sono stati reclutati 12 pazienti (7 donne) che rispettavano i seguenti criteri di inclusione: 

  • indicazione a intervento di AP di anca o ginocchio in regime di elezione; 
  • età compresa tra 55 e 80 anni compiuti al momento del reclutamento, ambo i sessi; 
  • capacità di utilizzare PC, tablet o smartphone e di accedere ad un software per videoconferenze; 
  • assenza di controindicazioni allo svolgimento del trattamento proposto. 


I criteri di esclusione erano: 

  • incapacità o impossibilità di utilizzare anche con assistenza i supporti tecnologici necessari allo svolgimento della seduta telematica; 
  • altre patologie ortopediche/neurologiche che modificano l’equilibrio e/o la capacità deambulatoria; 
  • controindicazioni specifiche alla partecipazione allo studio; 
  • incapacità di comprendere e sottoscrivere il consenso informato. 


Utilizzando un generatore di numeri casuali, i partecipanti sono stati assegnati a uno dei due gruppi in studio, entrambi composti da 6 pazienti: gruppo sperimentale (EG) (67 ± 6, 3 anni; 3 femmine), gruppo di controllo (CG) (67, 9 ± 6, 7 anni; 4 femmine). L’assegnazione casuale riferiva ad un rapporto 1:1 tra i gruppi e ha evitato errori di prevedibilità di selezione. Nessuna differenza significativa tra i due gruppi. 


Programma di tele-preabilitazione 

Cinque settimane prima dell’intervento, tutti i partecipanti sono stati contattati telefonicamente per fissare un incontro in videoconferenza, con lo scopo di spiegare la metodologia utilizzata per latele-prehab, addestrarli a eseguire il trattamento assegnato e fissare la data per la valutazione iniziale e l’inizio del programma. Durante le quattro settimane precedenti l’intervento, i soggetti di entrambi i gruppi si sono impegnati autonomamente in un programma di tele-prehab, che consisteva in tre sessioni settimanali, ciascuna della durata di 30 minuti. EG ha utilizzato un elettrostimolatore consegnato a domicilio, mentre CG ha seguito gli esercizi descritti in un opuscolo. Una volta alla settimana, il fisioterapista contattava i partecipanti per risolvere eventuali problemi e aumentare il livello di aderenza al programma.


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