Di G. Farì, A. Bernetti, L. Tognolo, C. Sconza, M. Murgia, G. Massazza
Tra le nuove forme che questa disciplina è stata in grado di assumere, è sempre più consolidata, in Italia come nel resto del mondo, la Medicina Fisica e Riabilitativa Interventistica. Essa si fonda sullo svolgimento di tecniche diagnostiche e terapeutiche a indirizzo rigenerativo e riabilitativo con lo scopo di gestire e curare differenti patologie del sistema muscolo-scheletrico e del sistema nervoso centrale e periferico; in particolare, è destinata al trattamento del dolore che esita dalle sopra menzionate affezioni, nell’ambito di un approccio interventistico percutaneo.
Pertanto, il fisiatra interventista si avvale di procedure terapeutiche a minima invasività, eseguibili anche con l’ausilio di raffinate metodiche di diagnostica strumentale. Le origini di tale disciplina affondano le proprie radici negli Stati Uniti. Nel 2001, in un Editoriale pubblicato sull’American Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, il Dr. Ernest W. Johnson coniò il termine di Fisiatra Interventista per rappresentare la nascita di questa nuova figura specialistica «capace di gestire con approcci mininvasivi la cervicalgia e la lombalgia».
Da allora, in tutto il mondo la Medicina Fisica e Riabilitativa Interventistica è cresciuta e si è evoluta, continuando ad abbinare le tradizionali conoscenze anatomofisiologiche ai costanti avanzamenti in termini di procedure percutanee, dalle infiltrazioni e dai blocchi diagnostico- terapeutici, fino alle radiofrequenze. Ma soprattutto, è esponenzialmente cresciuto, già all’interno delle Scuole di Specializzazione, l’utilizzo dell’ecografia muscoloscheletrica come strumento diagnostico e di guida delle tecniche mininvasive per il fisiatra, consentendone una maggiore efficacia e una straordinaria accuratezza.
In Italia tale disciplina ha ottenuto importanti riconoscimenti: nel 2018, in occasione del Congresso Nazionale di Ancona, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) ha creato la prima sezione scientifica di Interventistica, che riunisce un sempre più nutrito gruppo di fisiatri italiani nel comune intento di accrescere le evidenze scientifiche a sostegno di questa branca e di diffonderne le buone pratiche a livello nazionale. Proprio il nostro Paese rappresenta il luogo ideale per lo sviluppo della Medicina Fisica e Riabilitativa Interventistica, giacché qui il concetto di Progetto Riabilitativo Individuale (PRI) ha la sua massima espressione pratica e quotidiana, oltre che legislativa.
È infatti in seno al PRI che le procedure fisiatriche interventistiche albergano in maniera naturale, poiché esse non vanno considerate come autoreferenziali e isolate, ma al contrario vanno collocate all’interno di un approccio multidisciplinare e multimodale di medicina di precisione, che sfrutti la collaborazione tra più figure professionali, in particolare il medico fisiatra e il fisioterapista, al fine di costruire un percorso di cura personalizzato per ciascun paziente, con le sue peculiari caratteristiche e le esigenze che ne derivano, da realizzarsi nell’ambito di un condiviso programma riabilitativo.