Riabilitazione
16/02/2026

L’educazione del paziente alle neuroscienze del dolore in preabilitazione

Nel 2020, l’International Association for the Study of Pain (IASP) ha aggiornato la definizione di dolore, descrivendolo come «una spiacevole esperienza sensoriale ed emozionale associata o similare a quella associata a un danno tissutale effettivo o potenziale».

dolore neuroscienze

Di L. Bricchi, S. Pellegrino, D. Colonello, F. Gervasoni, G. Concardi, A. M. Previtera


Il dolore può essere classificato in acuto e cronico sulla base di criteri eziopatogenetici: il dolore acuto è descritto come una risposta psicofisiologica spiacevole, complessa e dinamica, conseguente a un trauma tissutale legata all’attivazione di processi infiammatori acuti e ha un andamento autolimitante nel tempo. Il dolore acuto si manifesta in presenza di patologie, infiammazioni o danni tissutali e ha una funzione biologica protettiva finalizzata a ridurre comportamenti potenzialmente lesivi per il paziente o controproducenti al processo di riparazione tissutale; è localizzato, improvviso, di breve durata e tende a risolversi con la guarigione della causa scatenante.

Il dolore cronico, invece, è un dolore che persiste o recidiva nel tempo e può essere correlato a una lesione tissutale non risolta o alla presenza di patologie croniche sottostanti. Il dolore cronico impatta negativamente sulla qualità di vita del paziente con effetti sul tono dell’umore e sull’autonomia nello svolgimento delle normali attività quotidiane (Activities of Daily Living ADLche, talvolta, possono comportare una sovradimensionata disabilità rispetto alla reale problematica. È pertanto fondamentale prevenire la cronicizzazione del dolore, aiutando il paziente tramite specifici programmi educazionali finalizzati a inquadrare e gestire meglio il dolore. In letteratura sono presenti diversi studi che valorizzano l’importanza e i benefici del percorso di preabilitazione prima di un intervento chirurgico o di una procedura invasiva con una presa in carico fisioterapica del paziente finalizzata alla riduzione del dolore e alle limitazioni funzionali che potranno manifestarsi nel decorso post-operatorio. Ulteriori evidenze documentano gli effetti positivi della preabilitazione proposta a pazienti sottoposti ad artroprotesi di ginocchio sul controllo del dolore a distanza di sei mesi dall’intervento chirurgico. In uno studio Rucinski et al. evidenziano come una corretta e precisa educazione preoperatoria del paziente alla gestione del dolore post-operatorio e il corretto utilizzo di farmaci analgesici possano essere efficaci nel ridurre sia la richiesta sia l’abuso da parte del paziente di rimedi farmacologici.

La metodica più efficace risulta informare correttamente il paziente sia tramite colloquio verbale, sia fornendogli dettagliati opuscoli informativi. Sono altresì documentati gli effetti positivi della preabilitazione biopsicosociale e dell’educazione alle neuroscienze del dolore. La dimensione psicologica e sociale del paziente riveste un ruolo fondamentale nel successo del processo di cura: è stato dimostrato che un approccio puramente biomedico, che considera solo l’aspetto biologico della malattia, è associato a un outcome clinico peggiore, con un’eccessiva medicalizzazione di eventi di vita normali e comportamenti ingiustificati dei pazienti nei confronti della percezione di dolore.

È fondamentale che l’assistenza sanitaria sia incentrata sul paziente e che i suoi bisogni siano analizzati e posti al centro dell’intero processo di cura. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la salute «è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità»: le malattie possono avere sia cause somatiche e psicologiche sia fisiche e sociali/ambientali.

La comunità, intesa come ambiente sociale in cui il soggetto è inserito, è un fattore che condiziona fortemente lo stato di salute. Da una revisione sistematica della letteratura è emersa la presenza di alcuni determinanti predittivi di scarsi risultati funzionali in pazienti sottoposti a intervento chirurgico, evidenziando come la presenza di stati di ansia e/o depressione o problematiche sul luogo di lavoro promuovano una maggior sensibilizzazione al dolore e fenomeni di evitamento, a dimostrazione di quanto sia impattante l’aspetto sociale.


In un contesto sempre più orientato alla digitalizzazione dei servizi sanitari, strumenti di Medicina Digitale quali telemedicina, teleassistenza e teleriabilitazione vengono sempre più integrati nei percorsi di cura e di presa in carico del paziente. 

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