di Fabrizio Gervasoni, Luca Marin, Stefania Ballarin Antonino Michele Previtera
Riabilitazione digitale e teleriabilitazione stanno sempre più entrando nella pratica clinica quotidiana dei riabilitatori, con strumenti per il telemonitoraggio, innovativi medical devices per la somministrazione di esercizio terapeutico da remoto e strumenti per la verifica dell’aderenza terapeutica (e quindi della compliance) del paziente all’esercizio proposto. Nella maggior parte dei casi, il paziente si sottopone a una visita fisiatrica o a una valutazione fisioterapica per la presenza di dolore, spesso acuto e infiammatorio, ma in molti casi ormai cronicizzato, anche in conseguenza dell’inveterata congestione delle liste d’attesa, che ritarda il precoce intervento dell’équipe riabilitativa nella gestione delle problematiche algogene.
L’appropriatezza e l’efficacia degli strumenti digitali e delle app per il monitoraggio del dolore, in particolare del dolore cronico, rimane ancora controversa; sebbene siano già disponibili studi di letteratura che evidenziano l’ottima accettazione delle soluzioni per smartphone da parte dei clinici. Attraverso le app i pazienti sono nelle condizioni, semplicemente tramite il proprio smartphone o il proprio tablet, di monitorare il dolore percepito quotidianamente (a orari predefiniti e/o in relazione alla terapia farmacologica o riabilitativa impostata). Una notifica automatica può ricordare al paziente la compilazione del test valutativo, che richiede solo pochi istanti e può essere autosomministrato, semplicemente tramite i dispositivi elettronici già in suo possesso.
LA VERIFICA DELL’ADERENZA TERAPEUTICA: L’UTILITÀ DEGLI ALERT
La compilazione di questionari e scale di misura tramite smartphone e tablet, però, non rappresenta l’unica opportunità di monitoraggio della condizione di dolore; infatti, il medico o il fisioterapista possono predefinire alcuni valori soglia, alcuni indicatori o alcuni eventi clinici che rendono il paziente immediatamente meritevole di una rivalutazione, sia in regime di telemedicina, sia in presenza. I dati di letteratura sottolineano che i pazienti presentano migliori outcome clinici proprio quando il monitoraggio prevede anche l’invio di allarmi o alert all’équipe sanitaria di riferimento, circostanza apprezzata anche dai clinici.
Questa opportunità, soprattutto a seguito dell’impostazione di una terapia farmacologica con potenziali effetti collaterali (e.g., come la terapia analgesica con oppioidi oppure la terapia anti-infiammatoria con anti-infiammatori non steroidei, FANS), può essere facilmente realizzata con periodiche notifiche inviate in automatico tramite i dispositivi portatili del paziente (i.e., smartphone e tablet), con la possibilità di trasmettere all’équipe riabilitativa del paziente eventuali segnalazioni, meritevoli di una rivalutazione o di convocare il paziente per una visita in presenza.