La Regione Lombardia lancia le farmacie dei servizi per offrire telemedicina e riconciliazione farmacologica. Obiettivi: tagliare le attese dei pazienti, per il momento cardiologici, e favorire l’aderenza dei cronici alle terapie. Dal 18 giugno, presentando una ricetta medica, i cittadini lombardi potranno eseguire elettrocardiogrammi, holter cardiaci e pressori, che saranno refertati da remoto dal medico specialista operante in una struttura accreditata dalla Regione ma scelta dal farmacista. Questo nell’ambito di una sperimentazione partita nel 2018 e ripresa per tutto il 2024, che come vedremo sta facendo discutere i medici. Inoltre, le farmacie della rete dei servizi stileranno la lista dei farmaci somministrati al paziente, per favorire il medico nella sua attività prescrittiva e prevenire eventi rischiosi, specie nelle politerapie. La delibera di giunta 12/2405, varata mentre a Roma il governo stava per promuovere gli esami in farmacia in chiave anti- attese, prevede la raccolta delle adesioni delle farmacie dal 10 giugno sul portale di Federfarma Lombardia. La vera novità è la telemedicina. Le farmacie che erogano i servizi dovranno almeno un iscritto all’Ordine dei farmacisti come responsabile dell’erogazione dei servizi, formato sul portale della Federazione degli ordini dei farmacisti (FOFI). Per i tele-referti ci si dovrà rivolgere a specialisti di strutture sanitarie accreditate in Lombardia o altre regioni. Il servizio è offerto in via sperimentale con fondi extra servizio sanitario, dietro presentazione di ricetta bianca (del mmg o del pediatra di libera scelta) completa di firma ed indicazione del servizio chiesto. L’assistito potrà effettuare fino a 3 prestazioni l’anno per tipo di esame, per un totale di 9 indagini. Il farmacista raccoglierà l’autodichiarazione su eventuali esenzioni, attiverà il servizio e stamperà e consegnerà il referto oltre ad inserirlo nel fascicolo sanitario online. Le prestazioni saranno rendicontate sulla piattaforma Dottorfarma, e fatturabili con fattura Siss a settembre 2024. Per i medici non cela il disappunto la Federazione regionale che raggruppa tutti gli ordini provinciali lombardi. «Ci ha dato fastidio aver appreso della delibera dai giornali quando esistono tavoli specifici su cui discutere con la Regione, i Farmacisti, le altre figure del territorio, ovviamente in chiave di integrazione delle competenze», premette il presidente Fromceo Gianluigi Spata. Letto il provvedimento di giunta, l’organo deontologico ha prodotto un documento con cinque osservazioni.
Primo punto: il farmacista potrebbe condizionare il cittadino sulla scelta delle prestazioni, “al mmg/pls resterebbe il marginale ruolo di prescrittore su ricetta bianca della prestazione scelta dal paziente, opzione che potrebbe creare problemi relazionali con i propri assistiti. Infatti –recita il testo Fromceo– non si tratterebbe di una prescrizione indicata dal medico all’interno di un percorso diagnostico terapeutico o di una concreta esigenza clinica ma di una trascrizione formale di bisogno indotto dal farmacista”. «Spetta a chi ha in carico il paziente decidere quale esame eseguire», osserva Spata. «Presumibilmente la sperimentazione si estenderà dalla cardiologia alla diabetologia ed alle spirometrie, cioè a tutto l’ambito-cronicità. Ma qui dev’essere il medico ad indicare l’esame da eseguire e dove inviare il paziente. Noi rispettiamo il ruolo di tutti gli attori del territorio, ma dobbiamo parlarci delle competenze da mettere in campo». Ci sono poi altri due temi, appropriatezza e privacy. La delibera pone un tetto di 3 esami per massimo 3 volte l’anno, senza però richiamare per il farmacista i vincoli prescrittivi cui sono tenuti medici di famiglia, pediatri, specialisti, «il fatto che le risorse allocate siano aggiuntive rispetto al fondo sanitario non ne giustifica un utilizzo casuale», dice Spata. Che poi sottolinea: «Sulla privacy esistono regole precise. La delibera afferma che il farmacista può inserire il tele-referto nel fascicolo online. Il consenso del paziente dovrebbe limitarsi all’inserimento dei contenuti del referto, ma sui dati del paziente che il farmacista può vedere il dispositivo è un po’ oscuro». Quarto punto, visto che i farmacisti sono liberi di scegliere la struttura sanitaria per la telerefertazione specialistica, ci si chiede se tale scelta sia sottoposta alla trasparenza dei rapporti economici tra acquirente ed erogatore della prestazione “stante l’uso di risorse pubbliche”. Infine, quinto: “sembra riduttivo inquadrare mmg e pls come partecipanti all’informativa ai propri assistiti sui nuovi servizi offerti dalle farmacie territoriali”. Fromceo chiede il coinvolgimento dei medici del territorio sulla delibera «Ma la parte più importante della nostra richiesta è che vorremmo veder incentivate pure le diagnosi di 1° livello negli studi della medicina generale. Molti già offrono ecg, spirometrie, ecografie di 1° livello. I giovani colleghi si stanno preparando sui compiti diagnostici nei corsi post-laurea. Mi sembra giusto che la regione riconosca il potenziale diagnostico sia della farmacia sia dei nostri colleghi, che invece gli indirizzi di cui parliamo tengono in sospeso. La finanziaria 2020 ha stanziato 235 milioni per gli esami nei nostri studi. Dove sono finiti? Perché non si dà credito anche alla medicina i famiglia? Noi non ce l’abbiamo con i farmacisti ma chiediamo il rispetto dei ruoli, la riforma del territorio si fa guardando alle competenze di tutti e non solo di alcuni».