Attualità
Dermatologia
07/06/2024

Cambiamenti climatici e inquinamento favoriscono la dermatite atopica

La diffusione della dermatite atopica è in continuo aumento: può colpire a qualsiasi età, e non di rado arriva a compromettere la qualità di vita. Vediamo il ruolo del cambiamento climatico

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I dermatologi della SIDeMaST, Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse sono preoccupati per l'effetto congiunto di cambiamenti climatici e inquinamento sulla cute, e in particolare sul rischio di dermatite atopica, secondo quanto è emerso in occasione del 98° Congresso nazionale che si è svolto a Giardini Naxos alla fine di maggio.
La diffusione della dermatite atopica, caratterizzata dalla presenza di eczema con intenso prurito, è in continuo aumento: può colpire a qualsiasi età, e non di rado arriva a compromettere la qualità di vita. È una malattia infiammatoria cronica caratterizzata da un danno della barriera cutanea associato a una risposta immunitaria alterata alle sostanze irritanti e allergizzanti. In Europa e negli Stati Uniti colpisce circa il 20% dei bambini e il 7-14% degli adulti, con sostanziali variazioni su base geografica.

“È noto che variabili climatiche come la temperatura, l’umidità dell’aria, il carico di pollini e l’esposizione ai raggi UV influenzino i segni e i sintomi della dermatite atopica. Ma più recentemente, l’inquinamento ambientale è stato segnalato come fattore di induzione o di aggravamento della patologia atopica attraverso molteplici meccanismi biologici" ha spiegato Luca Stingeni, Direttore della Clinica Dermatologica e del Dipartimento di Medicina Generale e Specialistica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia che ha presieduto il congresso SIDeMaST. “Tra questi, la formazione di radicali liberi dell’ossigeno (ROS), lo stress ossidativo, la compromissione della barriera cutanea e una risposta infiammatoria”.
Per valutare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla dermatite atopica sono stati condotti in Europa numerosi studi che, sebbene non omogenei per inquinanti presi in esame, fonte di inquinamento e concentrazione delle sostanze inquinanti, hanno prospettato un rischio più elevato di sviluppare dermatite atopica ed esacerbazione dei sintomi della malattia quando vi è una maggiore esposizione agli inquinanti atmosferici: “I neonati, che presentano fisiologicamente una barriera cutanea immatura, possono essere particolarmente vulnerabili allo sviluppo di dermatite atopica quando vivono in aree urbane” aggiunge Stingeni.

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