"Stiamo preparando e lavorando a un decreto per combattere le liste d'attesa, lo presenteremo nei prossimi 15 giorni". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla conferenza programmatica di Fratelli d'Italia che si è tenuta a Pescara, nella sessione dedicata a 'Salute, diritti e libertà'. "Le liste d'attesa sono un problema annoso italiano. Negli articoli di venti anni fa si leggevano le stesse cose che leggiamo oggi. Ma questo è un Governo che vuole affrontare il problema", ha sostenuto Schillaci. Il ministro ha rilevato che ad oggi in Italia non esiste un sistema di monitoraggio delle liste d'attesa: "vogliamo che finalmente in Italia, Regione per Regione, con una regia centrale, si possa controllare dove e quali prestazioni mancano. Perché, se vogliamo intervenire realmente e risolvere un problema, dobbiamo sapere dove mancano le prestazioni e quali mancano. Solo partendo da questo si può cercare di rispondere alle domande".
Nel corso del suo discorso, il ministro si è soffermato anche sul problema dell’appropriatezza prescrittiva, “oggi in Italia si fanno tanti, troppi esami medici. Abbiamo la preziosa collaborazione dell’Istituto superiore di Sanità per mettere a punto finalmente delle linee guida che siano univoche su tutto il territorio nazionale, che diano certezza ai medici che prescrivono gli esami senza rischiare nulla". "Il nostro sistema sanitario nazionale ha 45 anni, è un orgoglio di questa nazione. Nessuno mi ha chiesto di fare l'ufficiale liquidatore del Ssn, non avrei mai accettato di fare il ministro. Né il presidente del Consiglio, né nessuno di questo Governo ha mai pensato che siamo qui per liquidare il sistema sanitario nazionale”, ha detto. Il ministro ha detto che per il Fondo sanitario nazionale ci sono134 miliardi di euro, "la più grande cifra in assoluto mai messa a disposizione", ma "oltre ad avere più soldi, bisogna essere sicuri che vengano spesi bene per migliorare la qualità di salute degli italiani. Questo è un governo che da subito ha messo al centro dell'attenzione la sanità". I soldi in più che sono stati stanziati sono "a disposizione dei due principali attori, ossia i cittadini e gli operatori sanitari". Sul fenomeno dei medici a gettone, Schillaci ha rilevato che "siamo intervenuti da subito in questa direzione, cercando di calmierare il fenomeno dei gettonisti e di intervenire sul punto debole del sistema, il pronto soccorso" e "stiamo lavorando con fondi del Pnrr per realizzare la medicina territoriale. Non è vero - ha precisato - che abbiamo sbagliato il numero delle case di comunità, è semplicemente vero che con quei fondi che erano stati stanziati, essendo aumentati in un periodo bellico così complesso i costi di produzione delle infrastrutture del 30%, si possono realizzare il 20% in meno. Ma quelle infrastrutture che mancano saranno realizzate con altri fondi, quindi non abbiamo tagliato nulla. Ci sta a cuore la salute degli italiani, non vogliamo privatizzare", ha aggiunto Schillaci.
Sul piano europeo, il ministro del dicastero della Salute si dice convinto “che con il prossimo voto di giugno conteremo ancora di più per cambiare in meglio l'Europa". "L'Italia è stata la prima Nazione a prendere una posizione chiara su alcuni problemi che riguardano la farmaceutica, ha detto riferendosi ai costi delle materie prime e alla dipendenza in questo campo da nazioni come la Cina e l'India. "Vogliamo rilanciare il sistema Italia e il sistema Europa e per questo abbiamo preso una chiara posizione contro chi voleva ridurre patenti e proprietà intellettuale", ha aggiunto. Sempre sul fonte europeo, Schillaci ha rilevato che "abbiamo detto in modo chiaro 'no' al green pass dell'Oms" e questo "non toglie nulla ai cittadini italiani che hanno il fascicolo sanitario elettronico che permette di avere assistenza sanitaria all'estero". "Abbiamo preso una posizione molto critica sul trattato pandemico che viene proposto dall'Oms. Siamo, insieme ad altri quattro o cinque Paesi, quelli che hanno fatto notare tante situazioni che non vanno in questo trattato pandemico. E non abbiamo nessuna intenzione di cedere nessuna sovranità nazionale, men che meno all'Oms e quindi aspettiamo di vedere l'evolversi di questo negoziato, ma siamo completamente allineati alle dichiarazioni sempre fatte dal nostro governo su questo tema". Riguardo alle persone che denunciano di essere state danneggiate dai vaccini anti Covid, infine, Schillaci ha detto che c'è l'intenzione di potenziare la commissione del ministero che si occupa dei danni in generale da farmaci "vogliamo potenziarla e andare a verificare puntualmente che cosa è successo nel periodo Covid per quanto riguarda i vaccini".