"Siamo impegnati in un lavoro importante e complesso, per una riforma della sanità che punti a migliorare i servizi e quindi le risposte che diamo ai cittadini e anche a valorizzare i nostri professionisti sanitari. La salute con questo Governo è diventata una priorità che stiamo affrontando con interventi concreti e non solo con slogan. A chi sostiene che avremmo tagliato i fondi della sanità ricordo che non è così". Sono le parole con cui il ministro della Salute Orazio Schillaci, parlando al convegno 'La salute come fondamentale diritto per una riforma della sanità', all'Aula dei gruppi parlamentari della Camera, interviene sui temi sollevati dall’appello lanciato dal mondo sanitario i giorni scorsi. I prossimi obiettivi saranno “l'abolizione del tetto di spesa alle Regioni per le assunzioni e le liste d'attesa", annuncia il Ministro." L'abolizione del tetto di spesa alle Regioni per le assunzioni è un vincolo ormai anacronistico su cui questo governo ha deciso di intervenire - aggiunge il ministro - L'altro intervento riguarda l'indennità di specificità per tutti gli operatori sanitari che vogliamo valorizzare per migliorare le loro buste paga degli operatori sanitari. Poi c'è il tema cruciale delle liste d'attesa. Ci abbiamo messo la faccia. Un problema che - sostiene Schillaci - come abbiamo visto si trascina da decenni e a cui vogliamo dare risposte concrete attraverso un piano che interviene su diversi aspetti e a breve sarà messo in campo".
"Veniamo da anni in cui la sanità è stata oggetto di tagli di finanziamenti, messa ai margini dell'agenda politica - osserva il ministro - Solo durante la pandemia ci si è accorti che, se non si investe in salute si mette a rischio la tenuta economica e sociale dell’Italia. Noi questa consapevolezza l'abbiamo e lo stiamo dimostrando e lo abbiamo dimostrato con le prime due Finanziarie di governo, aumentando le risorse per il Fondo sanitario nazionale che ha raggiunto le cifre più alte in assoluto. Nell'ultima legge di Bilancio ci sono 3 miliardi in più per il 2024, 4 miliardi per il 2025 e 4,2 miliardi per il 2026, e non ricordo incrementi del Fondo di questa portata nelle Finanziarie dei governi di qualche anno fa. Dire quindi che stiamo facendo dei tagli è falso", precisa Schillaci. "Il nostro è un servizio sanitario che, dobbiamo dirlo, nonostante alcune criticità resta tra i migliori al mondo. Se guardiamo ai dati Ocse, anche se la spesa sanitaria dell’Italia è inferiore rispetto ad altri Stati come Francia o Germania, gli esiti di salute e la qualità delle cure sono generalmente superiori alla media", ribadisce. In questi giorni in cui il dibattito sul Ssn è acceso, Schillaci ha voluto ricordare che "abbiamo tassi inferiori di mortalità prevenibile o trattabile; anche il tasso di mortalità a 30 giorni dopo un attacco ischemico vede valori più positivi per l'Italia rispetto alla media Ocse. Sono positivi anche i valori riferiti alla qualità dell’assistenza primaria, come ad esempio i ricoveri inappropriati per infarto acuto del miocardio, che sono 214 ogni 100mila abitanti in Italia contro i 463 nei Paesi Ocse. Cito questi dati perché è giusto rimarcarli: se è vero che ci sono problemi da risolvere, non dobbiamo tacere quel che di buono si fa per rispondere ai bisogni di salute. E soprattutto, dobbiamo ricordarci della grande qualità professionale dei nostri medici e operatori sanitari".
Schillaci si è poi soffermato sul tema della privatizzazione della sanità, "Abbiamo cominciato a combattere questo odioso fenomeno dei medici gettonisti. Ogni tanto ascoltiamo assurde accuse di privatizzazione della sanità, ma vi ricordo che la vera subdola privatizzazione è quella fatta dai governi che hanno spalancato le porte alle cooperative e ai gettonisti. Nessuno prima di noi si è preoccupato che tutto questo portasse alla fuga dal servizio sanitario pubblico, nessuno si è preoccupato che il medico che lavora a cottimo guadagna il triplo di chi si dedica ai pazienti in ospedale ogni giorno, e non solo a chiamata. Nessuno si è preoccupato che alcuni tra i medici a gettoni lavoravano senza una preparazione adeguata alle mansioni specifiche che sono chiamati a svolgere, come emerso dalle ispezioni dei Nas che ho disposto nei primi mesi del mio mandato di ministro". È quanto ha voluto evidenziare il ministro della Salute. "I prossimi obiettivi che ci siamo dati - ha aggiunto - sono l’abolizione del tetto di spesa delle Regioni per le assunzioni. Questo è un vincolo ormai anacronistico, su cui questo Governo ha deciso di intervenire. E anche in questo caso - ha sottolineato il ministro - chi oggi chiede a gran voce di toglierlo si è ben guardato dal farlo quando era al governo". Citando gli altri interventi avviati su questo fronte, Schillaci ha rimarcato che tutto ciò "fa parte della riforma della sanità che stiamo mettendo in atto per fare in modo che i nostri medici infermieri e tutti gli operatori sanitari restino nel servizio sanitario italiano e lo facciano nelle migliori condizioni economiche ed organizzative, perché senza un numero adeguato di medici ed infermieri nessuna riforma sanitaria potrà essere portata veramente a compimento".
La digitalizzazione, ha continuato Schillaci, "è l’altro fattore di modernizzazione e di maggiore efficienza del servizio sanitario. Abbiamo impresso una forte accelerazione al nuovo Fascicolo sanitario che è entrato nella sua fase operativa per diventare da semplice strumento tecnologico a risorsa fondamentale per migliorare la qualità dell'assistenza. Anche sul fronte delle nuove grandi apparecchiature, possiamo rivendicare un buon risultato: rassicuro nuovamente che non c'è stato alcun slittamento di questo investimento che sta proseguendo e a oggi il 45% delle apparecchiature consegnato e collaudato". Ultimo tema toccato dal ministro è la prevenzione. "Nessun sistema sanitario in futuro potrà essere sostenibile - ha puntualizzato - se, oltre a garantire la cura non è in grado di prevenire. La prevenzione non è un costo, ma un investimento sulla salute e sulla tenuta economica del servizio sanitario. Per questo dobbiamo insistere sulla prevenzione - che passa per corretti stili di vita e i programmi di screening - e che deve durare lungo tutto il corso della vita. Si deve iniziare d bambini per poter avere un minor numero di adulti e anziani malati in futuro. Le ricadute positive sono evidenti. Questo impegno ci vede coinvolti tutti: Governo, Parlamento, associazioni, operatori sanitari, la scuola, lo sport. Ogni ambito può contribuire a sensibilizzare e fare promozione della salute. Oggi la maggior parte delle risorse della sanità sono destinate alla cura, dobbiamo considerare la necessità di incrementare i fondi destinati alle attività e ai programmi di prevenzione e cambiare il paradigma".