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08/03/2023

La gestione della campagna influenzale: cosa ci insegna quest'ultima stagione?

La stagione è ormai conclusa: quali considerazioni possiamo fare a partire dai dati epidemiologici, dalle coperture vaccinali e dalla campagna di comunicazione?
I dati della sorveglianza integrata dell'influenza relativi alla settima settimana del 2023, pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità, indicano un'incidenza di sindromi simil influenzali di 8,2 per mille assistiti, con una tendenza alla stabilità rispetto alla settimana precedente in cui il dato si attestava all'8 per mille. Sebbene anche in questa stagione i virus influenzali stiano dominando il campo, non sembra esserci stato un significativo incremento delle vaccinazioni che in realtà rappresentano la principale misura di prevenzione nei confronti dell'influenza.
I dati di copertura vaccinale antinfluenzale nella popolazione adulta, negli anziani e nelle categorie a rischio sono ben lontani dagli obiettivi raccomandati dall'OMS e dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) 2017-19 (75% obiettivo minimo - 95% obiettivo ottimale) (1). Di fatto, dopo un picco del 68,3% raggiunto nella campagna di vaccinazione del 2005-06, la copertura vaccinale per i soggetti di età superiore ai 65 anni è progressivamente calata fino a un minimo del 48,6% nel 2014-15. Da allora vi è stato un progressivo lieve incremento fino a raggiungere una copertura del 65,3% nel 2020-21, frutto dell'allarme creato dalla pandemia di Covid-19, per poi assestarsi al 58,1% nella stagione 2021-22 (2). Sebbene i dati dell'attuale campagna di vaccinazione non siano al momento disponibili, tutti gli indicatori (a partire dalle quantità di vaccino richieste dalle regioni nelle gare di appalto) confermano anche per quest'anno il continuo trend di decremento delle coperture vaccinali. In ogni caso in Italia non è mai stata raggiunta né dagli anziani, né dalla popolazione generale la percentuale di copertura minima raccomandata del 75%. Si pone dunque il problema di come aumentare le coperture vaccinali attraverso nuove modalità di offerta. Un ruolo importante può essere ancora una volta giocato dal medico di medicina generale che di fatto rappresenta già oggi la figura chiamata a svolgere l'attività principale della vaccinazione. Il MMG mette a disposizione il proprio studio, fatto che senza dubbio consente di aumentare il numero di pazienti che possono essere raggiunti dalla vaccinazione, organizza l'afflusso dei pazienti, offre in maniera attiva il vaccino ai propri assistiti, provvede alla registrazione dell'avvenuta vaccinazione. Ma non solo, il medico di medicina generale svolge un'attività di informazione e di educazione che contribuisce a promuovere le campagne vaccinali. Il passo avanti che può essere fatto e a cui possono dare un contributo anche i medici di Regioni e ASL rappresentato dalla chiamata attiva alla vaccinazione (3). Di fatto la chiamata attiva rappresenta un intervento estremamente efficace per migliorare i livelli di adesione alle campagne vaccinali, come dimostrano gli esempi di altri Paesi come l'Inghilterra in cui nella stagione 2019-20 la copertura vaccinale aveva per esempio raggiunto l'80.9% (4). In Italia la chiamata attiva è prevista solo per le vaccinazioni dell'infanzia, ma non per quelle dell'adulto, dell'anziano e dei soggetti a rischio. In alcune regioni sono state prese iniziative per realizzare la chiamata attiva alla vaccinazione delle popolazioni candidate mediante l'invio di inviti cartacei, di sms o per contatto telefonico, con differenze all'interno della singole regioni e fra le varie ASL e con conseguente attuazione a macchia di leopardo. D'altra parte, la vaccinazione antinfluenzale rientra nei LEA. Una maggiore valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale e la definizione di una chiara strategia di chiamata attiva potrebbero dunque rappresentare la strategia da seguire per raggiungere gli obiettivi di copertura vaccinale raccomandati, offrire a un maggior numero di soggetti fragili la possibilità di prevenire potenziali rischi legati alla patologia influenzale e avere ricadute positive in termini di Sanità Pubblica.


1 - Ministero della Salute. Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale PNPV 2017-2019. Roma: Ministero della Salute; 2017. Gazzetta Ufficiale - Serie Generale, n. 41 del 18 febbraio 2017.
2 -https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_19_3_1_file.pdf ultimo accesso 18/12/22
3 - Il ruolo della chiamata attiva nella vaccinazione antinfluenzale per soggetti di età >65 anni e soggetti a rischio. Analisi dello scenario nazionale sulle vaccinazioni antinfluenzali stagionali
4 -https://www.nuffieldtrust.org.uk/resource/adult-flu-vaccination-coverage ultimo accesso 18/12/22
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