
Le Università dettano i posti disponibili nel 2023 per i corsi di Medicina e Chirurgia dell'anno accademico 2023-24. Il Ministero dell'Università e della Ricerca ne ha appena dichiarati 14.787, e il ministro Anna Maria Bernini ha appena firmato i decreti che riguardano anche i corsi di Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria. Nel 2022 per l'anno 2022-23 erano stati dichiarati 14.740 posti, nell'anno accademico 2021-22 erano 14.300. Si potrebbe pensare che siamo allo stesso livello di un anno fa. Ma quest'anno i posti presumibilmente saranno di più. In una nota, il MUR spiega che i decreti con i numeri provvisori per le due annualità accademiche, la 2022-23 e la 2023-24, "non sono tra loro confrontabili in quanto nel decreto appena pubblicato, il numero 76 del 10 febbraio 2023, non sono ancora conteggiati i posti provvisori disponibili per i corsi in lingua inglese", posti invece conteggiati nel decreto 2022. E' vero peraltro, come precisa il Ministero nella stessa nota, che a dettare i fabbisogni c'è anche la Conferenza Stato-Regioni. Che lo scorso anno ha proposto 16 mila posti e difficilmente si staccherà da una richiesta maggiore. Mentre si attende un pronunciamento della Federazione degli Ordini-Fnomceo che gli anni scorsi è stata bassa, chiedendo 11 mila posti in tutto (non ripartiti tra le regioni).
A valle dei numeri citati verrà dato il numero di posti definitivo, che al momento della prova era da una parte gonfiato dalla partecipazione al "concorsone" degli aspiranti odontoiatri (quest'anno 1.384 richieste contro le 1.330 di un anno fa) e dall'altra si calcola al netto delle università che tengono i quiz in inglese in data autonoma. Altro dato da tenere presente, dei 14.787 posti previsti dal DM 76, in tutto 576 sono riservati a candidati dei Paesi non Ue residenti all'estero (59 per gli odontoiatri). Quest'anno poi, per la prima volta, chi accede a Medicina ed Odontoiatria non avrà superato un concorsone tenuto in presenza nello stesso momento: l'ammissione - ricorda il Mur - avverrà a seguito del superamento della prova d'esame 'Tolc' (Test OnLine Cisia) ripetibile più volte da remoto. La prima 'finestra' di prove è prevista tra il 13 e il 22 aprile 2023, mentre la seconda è fissata tra il 15 e il 25 luglio: ciascun ateneo individua i giorni e i turni di erogazione delle prove. Il test costa 30 euro, ci si iscrive alla piattaforma
cisiaonline.it, per accedere a Medicina quest'anno bisogna essere all'ultimo anno di liceo ma possono gareggiare anche gli studenti di quarta superiore per l'accesso al prossimo anno. Una volta sostenuti i test, la domanda di inserimento nella graduatoria si compila online nella piattaforma realizzata da Cineca, tra il 31 luglio e le ore 15 del 24 agosto 2023, con il candidato che deve inserire il miglior punteggio ottenuto indicando in ordine di preferenza le sedi per cui intende concorrere. La graduatoria nazionale sarà pubblicata il 5 settembre.
Osservando le statistiche 2001-2022 di
Angelo Mastrillo, docente in Organizzazione delle Professioni sanitarie all'università di Bologna, si osserva come in 20 anni il numero di domande per posto disponibile sia sceso da oltre 10 degli inizi, e fino al 2007-08, a 7 gli anni scorsi e ora alle attuali 6,5. È presumibile che nel 2023 il rapporto diventi addirittura ancor più favorevole. La conferenza dei rettori CRUI con il presidente Salvatore Cuzzocrea ha da poco ventilato un aumento del 20-25% degli "slot" messi a disposizione dagli atenei: si sta sondando il terreno. Un eventuale ok è condizionato a due fattori su cui MUR ed atenei stanno indagando: la possibilità di mantenere elevata la qualità della formazione universitaria, e quella di fare sì che nei post-laurea si possa aprire, di qui a sei anni, all'immatricolazione di 16 mila e passa medici specializzandi da far poi assumere al Servizio sanitario. In parallelo, la Ministra Bernini ha attivato una commissione coordinata dall'ex Rettore dell'Università la Sapienza Eugenio Gaudio per discutere se accantonare il numero chiuso a Medicina, visto l'esodo collettivo dalla professione medica in corso e visti i problemi di turnover in specialità cardine del Servizio sanitario. Un innalzamento del numero dei posti all'ultimo momento non appare dunque un'ipotesi azzardata.