Cardiologia

giu202011

Verso una terapia su misura della fibrillazione atriale

La terapia farmacologica della fibrillazione atriale (Fa), al centro di un simposio al 42° Congresso Anmco di Firenze, sta cambiando in modo significativo: grazie all'avvento di nuovi farmaci come dronedarone, infatti, è possibile istituire una terapia su misura, mirata alle caratteristiche cliniche del paziente. «Questo antiaritmico» spiega Giovanni Luca Botto, direttore dell'U.O. di Elettrofisiologia dell'ospedale S. Anna di Como «è stato il primo a dimostrarsi di grande impatto su outcome clinici come morte, ospedalizzazione e ictus, eventi più frequenti nei soggetti over65 in cui l'Fa è spesso associata a ipertensione, infarto miocardico, angina, scompenso, vasculopatia periferica». Ecco perché dronedarone è oggi ritenuto di prima scelta nei pazienti anziani con comorbilità. «In soggetti di età minore senza danno strutturale si può ricorrere ad antiaritmici più potenti per ripristinare il ritmo sinusale e ridurre la sintomatologia, anche se le linee guida suggeriscono di iniziare sempre, in assenza di cardiopatia, con dronedarone». Un'altra innovazione consiste nel disporre di un solo per farmaco per affrontare sia la strategia di controllo sia la frequenza. «Dronedarone controlla il ritmo e ha eccellenti capacità di controllo della frequenza, responsabile del cardiopalmo. In tali condizioni, anche se il ritmo non è controllato, nell'anziano non vi sono sintomi, né una peggiore qualità di vita o maggiori rischi di exitus». Il farmaco, infine, ha un elevato profilo di sicurezza. «Da tutti gli studi clinici effettuati su più di 6.000 pazienti è risultato lo stesso grado di rischio del placebo» conferma Botto «mentre dall'analisi post-marketing sono emersi, su 280.000 pazienti trattati, 2 casi di insufficienza epatica non reversibile con necessità di trapianto: sono effetti rarissimi da reazioni idiosincrasiche, non prevedibili, che devono solo motivare il prescrittore a eseguire il monitoraggio degli enzimi epatici, come va sempre fatto in caso di farmaci metabolizzati nel fegato». 

Congresso Anmco - Firenze 11-14 maggio 2011


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