mag172012
Usa-Europa sulla gestione del diabete 2
Anche nella gestione dell'iperglicemia del paziente con diabete di tipo 2 l'approccio deve essere centrato sul paziente, ossia personalizzato e concordato con l'assistito. Lo sostengono l'American diabetes association (Ada) e l'European association for the study of diabetes (Easd) in uno statement stilato congiuntamente. Il primo punto affrontato è quello dei target glicemici. L'Ada – si legge nel documento - raccomanda una riduzione dei livelli di HbAg <7,0% nella maggior parte dei pazienti, e ciò è ottenibile mantenendo una glicemia media di 150-160 mg/dL. Obiettivi più stringenti, però (tipo 6-6,5%) andrebbero considerati in pazienti selezionati (malattia di recente insorgenza, alta aspettativa di vita, etc.). Al contrario, target meno rigidi (per esempio, 7,5-8%) possono essere appropriati per pazienti con storia di grave ipoglicemia, limitata spettanza di vita, complicanze avanzate e gravi comorbilità. In generale, vengono distinti 7 criteri in base ai quali stabilire se è opportuno istituire un controllo glicemico aggressivo: se il paziente mostra attitudine a seguire le indicazioni, se non corre potenziali rischi da ipoglicemia, se la malattia è di nuova diagnosi, se la spettanza di vita è alta, se sono assenti comorbilità importanti, se non sono presenti complicanze vascolari acclarate, se vi sono risorse disponibili e facilità di supporto. Quanto all'algoritmo di trattamento, si ribadisce la necessità di iniziare consigliando modificazioni dello stile di vita (raccomandati almeno 150 minuti alla settimana di moderata attività fisica aerobica e di resistenza) per passare, in caso di insuccesso, alla terapia farmacologica, dapprima con metformina in monoterapia (a meno che i valori di HbAg siano molto elevati: in tal caso si può associare un altro ipoglicemizzante; se i valori sono particolarmente alti – HbAg 10-12% - è d'obbligo istituire da subito una terapia insulinica). Dopo 3 mesi di monoterapia con metformina, i non responder devono passare a un regime con due farmaci (aggiunta di una sulfonilurea, una biguanide, un tiazolidinedione, un inibitore dell'alfa glucosidasi, un agonista del recettore Glp-1) ed, eventualmente, a una combinazione di tre farmaci (le più efficaci sono quelle che prevedono un'insulina). Infine, se lo si ritiene necessario, è opportuno proporre uno schema insulinico con aumento graduale delle dosi.
Diabetes Care, 2012 Apr 19. [Epub ahead of print]