Cardiologia

apr162012

Un algoritmo decisionale per contrastare i rischi cardiovascolari

Uno strumento per combattere il rischio cardiovascolare metabolico con un solo algoritmo, al tempo stesso semplice ma innovativo: si tratta di un nuovo percorso assistenziale che punta alla multidisciplinarietà, stabilisce precisi obiettivi diagnostico terapeutici e pone il paziente al centro dell'approccio condiviso. Realizzato da un team multidisciplinare rappresentativo di società scientifiche di medicina generale, cardiologi, diabetologi, internisti, nefrologi, farmacologi, farmacisti e associazioni di pazienti, l'algoritmo, in occasione della sua presentazione a Roma, è stato definito da Ezio Degli Esposti, nefrologo di Ravenna e componente del team che lo ha messo a punto, come «un percorso diagnostico-terapeutico che riassume, organizza e ottimizza tutte le linee guida internazionali sul rischio cardiovascolare-metabolico», specificando che questo nuovo metodo lavora su 3 livelli di azione: il soggetto sano, il soggetto con almeno un fattore di rischio cardiovascolare e il soggetto con diabete mellito. «È un approccio solo apparentemente semplice ma, in realtà, molto articolato, da non confondere con la carta del rischio cardiovascolare» ha aggiunto Maria Grazia Modena, direttore della cattedra di Cardiologia all'università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, sottolineando che si tratta di «uno strumento che si rivolge al medico di medicina generale come allo specialista e che riguarda la totalità della popolazione, da quella con fattori di rischio conclamati a quella sana». Tra gli scopi che ci si pone c'è anche quello di risolvere il problema del sottotrattamento. Per esempio, secondo i dati del Progetto cuore del'lstituto superiore di sanità, resi noti nella medesima occasione, il 21% degli uomini tra i 35 e i 74 anni sono ipercolesterolemici e di questi appena il 13% è adeguatamente trattato mentre l'81% non segue alcuna terapia; quanto alle donne il 23% di quelle tra i 35 e i 74 anni sono ipercolesterolemiche e di queste solo il 9% è trattata in modo adeguato. «La compliance è molto importante» ha sottolineato Alberto Corsini, docente di Farmacologia all'università di Milano. «L'algoritmo dà al paziente la certezza che la strada intrapresa è la migliore possibile e, fissando i tempi entro i quali ottenere gli obiettivi prefissati, in caso di esito negativo permette di cambiare terapia per far sì che si raggiungano prima i risultati sperati».


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