lug182012
In Europa diventerà più facile per i pazienti accedere alle terapie più innovative grazie a una ricerca clinica più attrattiva dal punto di vista della sperimentazione di farmaci sull'uomo, ma anche a procedure di autorizzazione semplificate, pur mantenendo gli standard più elevati per la sicurezza. È questa la prospettiva che vuole seguire la Commissione europea proponendo di aggiornare la direttiva Ue del 2001 sulla sperimentazione clinica che non ha dato i risultati sperati «a causa di norme svantaggiose per i ricercatori». Negli ultimi anni, infatti, c’è stato un calo del 25% delle sperimentazioni cliniche in Europa, passate dalle 5mila autorizzazioni chieste nel 2007 alle 3.800 del 2011. La posta in gioco è elevata e non solo sul fronte sanitario: con più di 20 miliardi di euro di investimenti l'anno nell'Ue, la ricerca clinica rappresenta un importante contributo alla politica di crescita. L’impatto positivo interesserà anche i pazienti: «In Europa i pazienti dovrebbero avere accesso alla ricerca clinica più innovativa» ha dichiarato il commissario alla salute e ai consumatori, John Dalli, nel presentare le nuove proposte a Bruxelles. E sul fronte della sicurezza, ha spiegato che la Commissione ha previsto la possibilità di effettuare controlli negli Stati membri e negli altri Paesi per assicurare «che le regole siano adeguatamente monitorate e fatte rispettare». La nuova legislazione proposta si presenta sottoforma di un regolamento con nuove parole d'ordine autorizzazione, semplificazione, trasparenza e controllo. Ora passa all'esame del Parlamento e del Consiglio Ue. La sua entrata in vigore è prevista per il 2016.