Ginecologia

set92011

Tipologia di gravidanza e sviluppo cognitivo nei bambini

Dal Millennium cohort study britannico conclusioni in controtendenza. La pianificazione o meno della gravidanza e le tecniche di riproduzione assistita non influenzano negativamente lo sviluppo cognitivo. Se ci sono, i problemi, sono dovuti alle differenze socioeconomiche

In Inghilterra, il panorama legato al concepimento è estremamente variegato. Si passa da un 30-40% delle gravidanze portate a termine che non era programmato fino a un numero in continua crescita di bambini nati con tecniche di riproduzione assistita. In questo contesto, alcuni ricercatori hanno sostenuto in passato che la mancata pianificazione della gravidanza o la riproduzione assistita potessero avere ripercussioni negative sullo sviluppo cognitivo del bimbo. In questo interessante e ampio studio di popolazione viene ripresa la problematica, fornendo però conclusioni diverse da quanto pubblicato finora.

Dal nono mese al quinto anno
La ricerca, coordinata dal dottor Carson, della National perinatal epidemiology unit, università di Oxford, ha analizzato i dati emersi dal Millennium cohort study, che comprende 18.552 famiglie nel Regno Unito. Tra i bambini nati nel 2000-2002, ne sono stati reclutati 18.818 al nono mese e seguiti fino al compimento del terzo e del quinto anno di vita. Le mamme sono state suddivise in gruppi a seconda che la gravidanza fosse stata cercata oppure no, se avesse determinato uno stato di felicità oppure di scoramento e se si fosse realizzata grazie a tecniche di riproduzione assistita. Obiettivo della ricerca è stato quello di capire se siano presenti, nei bambini "non voluti" oppure concepiti grazie al ricorso a fattori esterni, rallentamenti della normale crescita cognitiva che potessero essere riportati in qualche modo al vissuto della mamma a proposito della gravidanza.

È anche una questione di soldi
I bambini sono stati valutati utilizzando la British ability scales, che ha permesso di valutare in ogni bambino le capacità verbali, non verbali e spaziali. Nei bimbi nati in seguito a gravidanze non desiderate, i punteggi complessivi sono risultati significativamente inferiori rispetto ai pari età che invece sono nati da gravidanze volute e portate a termine con entusiasmo. Per esempio, la differenza nel punteggio relativo alle capacità verbali medie all'età di 3 anni è di -4.8, equivalente a un ritardo medio di 4 mesi. I bambini nati grazie a riproduzione assistita, invece, offrono performance migliori, ottenendo buoni risultati sia a 3 che a 5 anni (+3.8 e +3.5). I trattamenti per migliorare la fertilità intrapresi dalla madre, a loro volta, determinano un peggioramento delle capacità non verbali e spaziali. Se quindi viene confermato quanto già emerso da studi precedenti, cioè che il modo in cui si realizza e viene portata a termine la gravidanza può influire sullo sviluppo cognitivo del bambino, c'è però un nuovo dato da tenere in grande considerazione: quando si analizzano le differenze sociodemografiche ed economiche tra le famiglie arruolate per la ricerca, si vede chiaramente come siano queste disparità a determinare in molti casi le presunte carenze nello sviluppo cognitivo del bambino.

Diseguaglianze da appianare
In conclusione, sostengono gli esperti, da questo studio di coorte non emergono particolari carenze a livello cognitivo in nuovi nati le cui gravidanze non siano state pianificate, le donne avessero subito trattamenti per migliorare la fertilità o nel caso di riproduzione assistita. Le differenze che si sono registrate in questi bambini sembrano in realtà aggravate più da una situazione socioeconomica disagiata che dalla gravidanza vissuta dalla madre. Le disuguaglianze che caratterizzano ampi strati della società inglese diventano quindi il punto da risolvere per offrire pari opportunità a nuovi nati del Regno Unito.


BMJ 2011; 343:d4473


L'Esperto Risponde di Dica33
Guarda il video ed entra nella squadra di Esperti
LIBRI ELSEVIER