Clinica

mag62008

Tiazolidinedioni aumentano rischio fratture

Endocrinologia-diabete

E’ stato provato che l’uso a lungo termine di tiazolidinedioni aumenta il rischio di frattura, in particolare a carico di anca e polsi. I pazienti con diabete di tipo 2 hanno una densità ossea superiore al normale, e pertanto ci si potrebbe attendere che siano a basso rischio di fratture, ma di fatto i dati suggeriscono un aumento del rischio di fratture da fragilità, prevalentemente a livello dei siti non vertebrali, indipendentemente da età, BMI e densità ossea, il che suggerisce un possibile ruolo di altri fattori, come le complicazioni del diabete, il rischio di cadute e potenzialmente l’uso di farmaci antidiabetici. I tiazolidinedioni sono una classe relativamente nuova di farmaci insulinosensibilizzanti che ha conosciuto una vasta diffusione: essi potrebbero avere un effetto negativo sull’osso determinando una riduzione della formazione osteoblastica dell’osso ed una perdita d’osso accelerata. (Arch Intern Med. 2008; 168: 820-5 e 793-5)
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