Infettivologia

feb12012

Test rapido per l'Hiv: accuratezza su saliva e sangue

Anche se il test rapido per l’Hiv ha alti valori predittivi in contesti ad alta prevalenza di Hiv, la sensibilità e la capacità predittiva leggermente inferiori in contesti a bassa prevalenza dovrebbero essere attentamente considerate in caso di iniziative di screening generalizzato

L'attenzione alle strategie di prevenzione volte a limitare l'epidemia dell'Hiv è in costante crescita. Per questo la scelta di una metodica di screening rapida ma affidabile è argomento tutt'ora al centro del dibattito. Rientra in questo contesto una ricerca sistematica della letteratura, finanziata dai Canadian institutes for health research e coordinata dal gruppo di Nitika Pant Pai, della McGill university di Montreal. Obiettivo: valutare se un test conveniente, non invasivo e consolidato come il test rapido, abbia la medesima accuratezza se effettuato su campione salivare (come avviene più frequentemente) o ematico. La domanda è di cruciale importanza, in quanto negli anni il metodo ha avuto un'enorme espansione negli Usa (impiegato soprattutto per controlli regolari) e in molti paesi africani, spesso al posto di altri metodi di screening. 

Valori predittivi positivi differenti a seconda della prevalenza
I ricercatori hanno effettuato una revisione sistematica basata su 5 database di lavori sia pubblicati sia non pubblicati di 5 conferenze chiave sull'Hiv. Gli studi ritenuti eleggibili sono stati quelli focalizzati su adulti a rischio di Hiv, mentre sono stati esclusi studi su bambini, su popolazioni con co-infezioni, trial con standard di riferimento inferiori rispetto a quanto riportato o con riferimento incompleto dei dati chiave. Effettuando un confronto “testa-a-testa” degli studi, si è identificata una sensibilità complessiva inferiore del 2% dai campioni salivari rispetto a quelli ematici, ma valori simili per quanto riguarda la specificità. I rapporti di verosimigilianza negativi sono apparsi piccoli e simili (orale: 0,019; ematico: 0,003), mentre quelli di verosimiglianza positivi sono risultati differenti (orale: 383,37; ematico: 1.105,16). Nonostante in condizioni di alta prevalenza i valori predittivi positivi siano risultati simili (orale: 98,65%, ematico: 98,50%), in situazioni di prevalenza ridotta i valori predittivi positivi sono risultati inferiori per campioni orali rispetto a ematici (88,55% vs 97,65%). 

Rischi consistenti di falsi negativi e di falsi positivi
La minore sensibilità del test a contatto con il trasudato orale rispetto ai campioni ematici è probabilmente dovuta alla minore quantità di anticorpi-Hiv nella saliva rispetto al sangue intero. Inoltre, il titolo degli anticorpi anti-Hiv è perfino inferiore in fase di infezione acuta prima della sieroconversione; pertanto ciò spiegherebbe una maggiore possibilità che il test orale possa non identificare alcune infezioni del test ematico a causa della ridotta sensibilità. Ciò porta a un possibile elevato numero di falsi negativi, di non minore rilevanza dei molti falsi positivi, dovuti a banali errori procedurali o di interpretazione. Anche se il test rapido ha dimostrato di possedere alti valori predittivi in contesti ad alta prevalenza di Hiv, la sensibilità e la capacità predittiva leggermente inferiori in contesti a bassa prevalenza dovrebbero essere attentamente considerate in caso di iniziative che puntano a espandere globalmente questo tipo di test popolare. 

Lancet Infect Dis, 2012 Jan 23. [Epub ahead of print]


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