Diabetologia

lug42012

Strategie per migliorare la gestione della malattia

Sono numerosi gli studi che hanno dimostrato l'efficacia, sulla cura del diabete, delle strategie volte a migliorare la qualità (Qi, quality improvement) dell'assistenza in diabetologia. Una componente importante di tali strategie dovrebbe essere costituita da interventi sulla gestione delle cronicità mirati ai sistemi sanitari e ai professionisti della salute, combinati a strategie di Qi mediate dai pazienti (educazione del paziente, promozione dell’autogestione, promemoria). Queste le conclusioni di una revisione sistematica con metanalisi commissionata dal ministero della Salute dell'Ontario (Canada) e i cui risultati sono stati presentati al 72° Congresso dell'American diabetes association (Ada), a Filadelfia (Usa), con pubblicazione contemporanea su Lancet. Sono stati presi in considerazione gli effetti ottenuti su 4 parametri (HbA1c, gestione del rischio vascolare, monitoraggio delle complicanze microvascolari e cessazione del fumo) in pazienti diabetici ambulatoriali adulti tramite 11 strategie predeterminate di Qi o mediante incentivi economici. In tutto sono stati selezionati 142 trial con 123.529 pazienti. Alla metanalisi a effetti casuali le strategie di Qi, a confronto dell'assistenza standard, hanno determinato una riduzione media dell'HbA1c dello 0,37% (95% IC 0,28-0,45), della colesterolemia-Ldl di 3,87mg/dl (IC 0,05-0,14), della pressione arteriosa sistolica di 3,13 mmHg (IC 2,19-4,16) e di quella diastolica di 1,55 mmHg (IC 0,95-2,15). Una tale riduzione media dell’HbA1c potrebbe, ad esempio, tradursi in un decremento della mortalità del 7%, del numero di infarti del miocardio del 5% e delle complicanze microvascolari del 12%. Si è notato che gli effetti erano più marcati quando i valori basali erano superiori a 8% per l'HbA1c, 100 mg/dl per la colesterolemia-Ldl, 80 mmHg per la pressione diastolica e 140 mmHg per la sistolica. Sembra inoltre che gli interventi di Qi mirati soltanto ai professionisti della salute portino benefici solo in presenza di uno scarso controllo glicemico al basale. Si è visto, infine, che l'implementazione delle strategie di Qi incrementano la probabilità che i pazienti siano trattati con acido acetilsalicilico o antipertensivi, o siano sottoposti a screening per retinopatia, funzione renale o anomalie alle estremità inferiori. In ogni caso gli interventi non modificano in modo significativo l'uso delle statine, il controllo dell'ipertensione e la cessazione del fumo.

Lancet, 2012; 379(9833):2252-61


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