dic52011
Sono molto promettenti i primi risultati ottenuti in collaborazione con l'università di Louisville da Piero Anversa, del Brigham and women's hospital di Boston, nel trial di fase I “Scipio” (Stem cell infusion in patients with ischemic cardiomyopathy): è stato infatti dimostrato che l'infusione intracoronarica - dopo by-pass aortocoronarico - di cellule staminali cardiache (Csc) autologhe in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra post-infartuale determina, rispetto a un gruppo controllo, un aumento della frazione di eiezione ventricolare sinistra (Lvef) e riduzione della necrosi. In una fase A sono stati consecutivamente arruolati soggetti infartuati con Lvef =/<40% rilevata prima del by-pass. Nella fase B vi è stata l'assegnazione randomizzata in proporzione 2:3 ai gruppi trattamento (n=16) o controllo (n=7). Ai pazienti del primo gruppo è stato iniettato 1 milione di Csc autologhe a una media di 113 giorni dall'intervento chirurgico. Ai soggetti del gruppo controllo non è stato somministrato alcun trattamento. L'endpoint primario era rappresentato dalla sicurezza a breve termine delle Csc, quello secondario dalla loro efficacia. I dati sono stati sottoposti ad analisi per-protocol. Lo studio è ancora in corso. Nei 14 pazienti trattati con Csc finora analizzati la Lvef è passata da 30,3% prima dell'infusione a 38,5% dopo 4 mesi dal trattamento. Al contrario, nei 7 controlli, durante il medesimo intervallo di tempo, l'Lvef non è cambiata (30,1% a 4 mesi dal by-pass vs 30,2% a 8 mesi post by-pass). Il dato più importante sta però negli effetti benefici delle Csc ancor più pronunciati a 1 anno di distanza in 8 pazienti (per esempio: Lvef aumentato di 12,3 unità di frazione d'eiezione vs basale). Nei 7 pazienti trattati nei quali è stato possibile effettuare una Rm, la scansione ha documentato una riduzione dell'area infartuale. Ora ovviamente servono conferme da trial più ampi di fase 2. Lancet, 2011; 378(9806):1847-57