mag292012
Spending review, nel mirino i prezzi degli acquisti di forniture sanitarie
Più di 4 miliardi di euro per cominciare. Ma i risparmi potrebbero arrivare a 100 miliardi sul breve periodo e addirittura a 300 in tempi più lunghi. Sono le cifre che dovrebbero arrivare dalla spending review così come escono dal piano di interventi presentato da Enrico Bondi
Più di 4 miliardi di euro per cominciare. Ma i risparmi potrebbero arrivare a 100 miliardi sul breve periodo e addirittura a 300 in tempi più lunghi. Sono le cifre che dovrebbero arrivare dalla spending review così come escono dal piano di interventi presentato ieri dal commissario Enrico Bondi (foto). L’obiettivo, suo e del Governo, è quello di recuperare le risorse con le quali evitare – o limare – quell’incremento di due punti percentuali dell’Iva che la Manovra di dicembre aveva fissato per il prossimo autunno. Per questo, il piano Bondi prevede razionalizzazioni nella spesa sostenuta dalle amministrazioni per tutti i tipi di forniture, sul versante dei prezzi così come su quello dei quantitativi. Come? Con la tessitura di «un sistema a rete per gli acquisti» e la stesura di «indicatori» con i quali costruire un meccanismo di benchmarking interno.
Come già annunciato nelle settimane precedenti, la Sanità sarà certamente tra i settori che più sperimenteranno il nuovo sistema. Lo confermano i primi dati raccolti dall’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, anticipati ieri da Il Sole-24 Ore. È l’indagine che era stata commissionata all’Autorità (con il supporto dell’Agenas) dalla Manovra Tremonti del luglio scorso e che dovrà concludersi con un rapporto conclusivo entro i prossimi due mesi, ma le indicazioni saranno certamente utili anche per la spending review del governo Monti. Perché dai primi dati emergono differenze consistenti (a dir poco) nei prezzi pagati nelle singole Regioni per l’acquisto degli stessi materiali sanitari, come presidi, dispositivi e farmaci. Per una singola siringa da insulina, per esempio, si registrano differenze anche di 60 centesimi, per gli inserti in ceramica delle protesi all’anca si va da un minimo di 284 euro a un massimo di 2.575, per gli inserti tibiali il prezzo più alto è 12 volte il più basso. Tra i farmaci, il caso più eclatante è quello dell’epoetina alfa dove si registrano differenze del 365%.
Toccherà alle Regioni ridurre le distanze, sempre che qualcuno non faccia orecchie da mercante sventolando l’autonomia federalista. Ma con il blocco del riparto 2012, il Governo si è assicurato un argomento che potrebbe risultare convincente anche per le amministrazioni più testarde.