Sostanze ad azione sul sistema cardiovascolare

apr122011

Candesartan nell’ictus in fase acuta: lo studio SCAST

Nello studio SCAST - randomizzato in doppio cieco - 2.029 pazienti con stroke in fase acuta (ischemico 85%, emorragico 14%), con valori pressori medi di 171/90 mm Hg, sono stati assegnati nelle prime 30 ore dall’insorgenza dell’evento (in media 18 ore),...
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apr122011

Una interazione potenzialmente pericolosa: macrolidi e calcioantagonisti

Anche se è noto che i macrolidi con la loro azione di inibizione sul citocromo P 450-3A4 possono potenziare l’azione ipotensiva dei calcio-antagonisti, in clinica questa interazione potenzialmente pericolosa è ampiamente sottovalutata, specie nei soggetti...
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mar222011

Idroclorotiazide ed ipertensione: la storia continua

L’Idroclorotiazide, da sola e in associazione con betabloccanti (BB) o inibitori del Sistema Renina Angiotensina (ACE I – ARBs), è la molecola più utilizzata negli Stati Uniti per la cura dell’ipertensione, e deve la sua fortuna soprattutto alle raccomandazioni...
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mar152011

Prevenzione secondaria con antipertensivi nei non ipertesi

Nei pazienti con storia clinica di malattia cardiovascolare (Cvd) ma senza ipertensione, un trattamento antipertensivo per la prevenzione secondaria di eventi vascolari si associa a un ridotto rischio di ictus, scompenso cardiaco cronico, e morte per...
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mar92011

Meglio l’angioplastica o la fibrinolisi nello STEMI del paziente anziano?

Questo studio ha paragonato l’efficacia dell’angioplastica percutanea primaria (pPCI) e del trattamento fibrinolitico in pazienti molto anziani con un infarto miocardico STEMI. Sono stati arruolati pazienti con una età uguale o superiore a 75...
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mar92011

Combinazione aliskiren/amlodipina: lo studio ACCELERATE

La combinazione di antipertensivi in un’unica pillola non è nuova e recenti evidenze ne supportano il razionale, anche perché il raggiungimento del target pressorio avviene più precocemente (vedi lo studio SHIELD, che ha visto il più precoce raggiungimento...
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feb282011

Rischio frattura da farmaci antipertensivi

Nei pazienti ipertesi in trattamento il rischio di incorrere in fratture ossee differisce in base al farmaco antipertensivo utilizzato. Lo segnala uno studio di Daniel H. Solomon e collaboratori del Brigham and women's hospital di Boston nel quale...
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feb212011

Ipertensione lieve-moderata sì a sinergia vascolare e metabolica

Nei pazienti con ipertensione lieve o moderata, il trattamento con atorvastatina in combinazione con amlodipina migliora la funzione endoteliale e incrementa i valori di adiponectina e la sensibilità all’insulina in modo superiore rispetto all’uso di...
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feb212011

Candesartan meglio di imidapril negli ipertesi con autoanticorpi

In presenza di autoanticorpi contro il recettore dell’angiotensina II di sottotipo 1 (At1), a volte riscontrati nei soggetti ipertesi, per ridurre i valori di pressione arteriosa è più efficace un trattamento basato sui sartani di uno fondato sugli Ace-inibitori....
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feb212011

Più attenzione epatica con dronedarone

In seguito alla segnalazione di due casi di grave danno epatico, con necessità di trapianto, che si sono verificati in pazienti aritmici in terapia con dronedarone, sanofi-aventis ha inviato una lettera Dhcp (Dear healthcare provider Letter) agli operatori...
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