giu82012
O il tavolo sulla formazione in medicina generale, annunciato dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, risponderà a questioni concrete, quali detassazione, incompatibilità, diritti negati alle colleghe, oppure dobbiamo pensare che la proposta sia uno specchietto per le allodole. A lanciare il monito Pietrino Forfori, responsabile nazionale Smi del settore formazione specifica in medicina generale, che denuncia: «Non ha senso riaprire una discussione più generale sulla formazione, perché su quei temi esistono già le conclusioni dell''Osservatorio nazionale formazione, costituito dal Dicastero stesso, che si è riunito fino a pochi mesi fa». Se questa proposta dovesse essere un diversivo dilatatorio, continua lo Smi, siamo pronti a «scendere in piazza, insieme ai nostri colleghi più giovani, per sottolineare la necessità di mettere fine a un'ingiustizia nei confronti di professionisti che rappresentano il futuro della nostra medicina generale e del Ssn». E lo Smi detta anche un'altra condizione: no «a pericolose esclusioni». «La Società italiana medicina generale in formazione (Simgif), il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e i Comitati autonomi regionali dei corsisti che hanno promosso lo scorso 15 maggio una manifestazione a Roma, devono essere parte di questo percorso. Così come tutti i sindacati che hanno tra i loro iscritti specializzandi di medicina generale. In Italia, purtroppo, troppe volte ci si dimentica del principio di rappresentanza, non vorremmo che succedesse anche in questa occasione».