Pediatria

lug92012

Sisac, riordino dei contratti, perplessità dalla Fimp

Uniformare e snellire le parti comuni e le disposizioni di dettaglio. Questo l'obiettivo che si prefigge la Sisac (la struttura tecnica che gestisce per le Regioni i rinnovi delle Convenzioni) con la recente convocazione delle sigle sindacali di Mmg, pediatri di libera scelta e specialisti. Per la Sisac l'urgenza al momento è fare le "pulizie" nei contratti, che negli ultimi rinnovi non sono stati riscritti ma soltanto rivisti nei vari capitoli. Da tutto ciò ne è derivata una sedimentazione di norme che - come è scritto nella relazione distribuita dalla stessa Sisac - «rende particolarmente complessa la comprensione delle disposizioni e di conseguenza ne ostacola l'applicazione». Parziale il sostegno alle linee da parte della Federazione dei pediatri, come spiega Giuseppe Mele, presidente Fimp: «Ci sono punti che sono condivisibili» sostiene «in particolare il fatto di avere un testo che sia quanto più chiaro e più snello possibile nella sua impostazione generale. Ma le linee di indirizzo su cui ci dovrebbe essere il confronto ci lasciano molto perplessi. Innanzitutto l'impostazione che si vuole dare di tipo federalista al prossimo Accordo collettivo nazionale, che contrasta e non poco con quanto si sta discutendo a livello ministeriale, laddove abbiamo consegnato un testo firmato da tutte le categorie in cui si incide profondamente sul futuro organizzativo delle cure primarie e si introducono concetti come aggregazioni funzionali, unità complesse di cure primarie e introduzione del ruolo unico del medico di medicina generale - che ci vede favorevoli. Questo contrasto netto tra visione centralista e federalista è dovuto al fatto che a quel tavolo del Governo, le Regioni sono state assenti». Altro punto che la Fimp contesta è il riferimento alla riforma Brunetta sul pubblico impiego, con misurazione delle performance e valutazione del merito. «La riforma Brunetta è riferita alla dipendenza, non c'entra con il nostro Accordo collettivo nazionale in cui figuriamo tutelati come figura giuridica di paradipendenza».


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