Politica e Sanità

mag112016

Sicilia, dirigenti demansionati a Messina. Tagli di letti e risorse sullo sfondo

Quattro dirigenti del Policlinico di Messina hanno prodotto un esposto contro l'Ente che con delibera del 23 giugno 2015 li aveva demansionati per ridurre i costi del personale dopo il taglio dei posti letto in ospedale. Contestano il motivo del demansionamento e affermano che il provvedimento del manager toglie loro i gradi di dirigente del servizio sanitario. Per il direttore generale Marco Restuccia sarebbe nullo il provvedimento che una decina di anni fa li equiparò: i dirigenti in questione avrebbero fruito di stipendio in più senza averne titolo. Al Policlinico messinese altri sei destinatari di provvedimenti di questo tipo si sono rivolti al giudice del lavoro. La vicenda è finita anche alla commissione nazionale antimafia e alla Corte dei Conti oltre che al Ministero dell'Università.

Ma si può "degradare" un dirigente medico per motivi di accorpamento di reparti e funzioni? Per Pietro Pata segretario Anaao Assomed in Sicilia, non è la prassi nell'ambito del contratto dei medici ospedalieri. «È una situazione ai limiti. A fronte di un dirigente Ssn che copre quel ruolo per aver risposto a un bando della Pa e aver vinto un concorso, si provano altre possibilità: la mobilità, il trasferimento a una funzione equipollente. Qui siamo in ambito universitario e i colleghi in questione sono tecnici laureati, posizione non prevista dal Ssn (decreto legislativo 502/92) per la dirigenza medica. Dal 2004 al 2006 su loro istanza la loro posizione fu equiparata a quella di dirigente medico che comporta l'accesso a indennità specifiche. Ora il direttore generale ha ritenuto che le delibere assunte dal manager dell'epoca travalicavano i poteri della Direzione del Policlinico, e vi è un contenzioso. Capisco il ricorso alla magistratura amministrativa ma comprendo poco il ricorso all'Antimafia, a meno che i colleghi non abbiano in mano elementi particolari (gravi difformità di trattamento con altre figure?)».

«Certo - continua Pata - il provvedimento è stato preso in un contesto di grave de finanziamento della rete ospedaliera e della sanità siciliana. Il Ministero della Salute ha chiesto alla Regione un ulteriore taglio di 560 posti letto sui 14800 e la conseguente modifica della rete ospedaliera. Abbiamo appreso della richiesta dai media e non dalla Regione, e l'intersindacale medica (Anaao Aaroi Cimo Fvm Fesmed Fassid più la triplice ndr ) ha preso posizione con una nota di protesta all'assessore. Con giugno, mese in cui scadono le prime graduatorie triennali, avremo precari senza più prospettive a breve, e specie nell'area dell'emergenza ci avviamo a un'estate difficile».


Mauro Miserendino

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