Pediatria

lug162015

Serve una procedura di emergenza in Ps per i bambini con sintomi neurologici

Una significativa percentuale di bambini con sintomi cerebrali che arriva in pronto soccorso (Ps) può avere un ictus o un'altra emergenza neurologica, rendendo necessaria una tempestiva valutazione dei pazienti pediatrici con sospetti eventi cerebrovascolari acuti che possa accelerare il successivo trattamento. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Stroke che valuta l'efficacia di una procedura di risposta rapida dedicata ai bambini che arrivano in Ps con sintomi neurologici. «Riconoscere un ictus in un bambino richiede un sospetto fondato e una rapida valutazione che permetta di escludere diagnosi non cerebrovascolari» esordisce Lori Jordan, professore associato di pediatria e neurologia presso il Vanderbilt university medical center di Nashville in Tennessee, e coautrice dell'articolo, spiegando che per questo motivo la Vanderbilt university ha creato nel 2011 un gruppo interdisciplinare con funzione di vera e propria squadra di emergenza per il trattamento dell'ictus pediatrico. Al gruppo, coordinato dalla medicina d'urgenza pediatrica, partecipano rianimatori, neurologi e radiologi. «Così come ci sono risposte veloci per gli adulti con sospetto ictus, queste dovrebbero esserci anche per i bambini, così da prevedere tempestive valutazioni cliniche e di imaging diagnostico, oppure un immediato trasferimento in centri medici con esperienza di ictus pediatrico» prosegue Jordan, che assieme ai colleghi ha sviluppato una procedura di Ps, chiamata Alert Ictus, che prevede una visita neurologica entro 15 minuti per i bambini sintomatici e nella maggior parte dei casi una risonanza magnetica in urgenza dopo la valutazione clinica. «In questo studio abbiamo valutato la rapidità con cui hanno avuto luogo in Ps gli esami diagnostici per sospetto ictus pediatrico e le modalità di attivazione della procedura» riprende la ricercatrice, precisando che Alert ictus è stato collaudato su 124 bambini di età media 11 anni visti in Ps tra aprile 2011 e ottobre 2014. E i dati rivelano che nel 24% dei casi il responsabile dei sintomi era proprio un ictus e nel 2% un attacco ischemico transitorio (Tia). «Dei bambini colpiti da eventi cerebrovascolari acuti, circa il 13% aveva un'anemia falciforme o malattie cardiache congenite, il 17% un'emicrania associata a sintomi neurologici, il 15% crisi epilettiche e il 14% gravi patologie tra cui meningite, encefalite o tumori» precisa Jordan sottolineando che il sintomo più comune era l'astenia generalizzata, presente nel 65% dei casi, seguita da disturbi dello stato cognitivo nel 44% e da cefalea nel 37%. «Il tempo medio tra l'arrivo in Ps e la valutazione neurologica, l'esecuzione di una Tc encefalo o di una risonanza magnetica è stato rispettivamente di 28, 59 e 94 minuti» puntualizzano gli autori. «In sintesi, dai nostri dati emerge che quando un pediatra di Ps attiva Alert ictus, il 40% dei bambini ha effettivamente un evento cerebrovascolare acuto o un'altra emergenza neurologica, giustificando in pieno l'esistenza di un sistema di valutazione urgente dedicato ai bambini con sintomi cerebrali» conclude Jordan.

Stroke. 2015 Jul 2. pii: STROKEAHA.115.009961


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