Clinica

gen252010

Sclerosi, fingolimod riduce ricadute

Neurologia

La somministrazione di fingolimod sembrerebbe ridurre la percentuale di ricadute, la progressione della malattia e le lesioni cerebrali in pazienti affetti da sclerosi multipla recidivante remittente. Questi i risultati congiunti degli studi Transforms e Freedoms appena pubblicati su New England Journal of Medicine che forniscono una dimostrazione completa del profilo di efficacia e tollerabilità di questo nuovo farmaco orale, appartenente alla classe dei modulatori del recettore sfingosina 1-fosfato. Il primo studio, della durata di un anno, ha coinvolto 1.292 pazienti e ha dimostrato che fingolimod, nel dosaggio di 0,5 mg, è in grado di abbassare l’incidenza di ricadute del 52% rispetto all’interferone beta-1a; alla dose di 1,25 mg tale riduzione è stata invece del 38%. Freedoms, durato due anni, (1.272 pazienti) ha invece evidenziato la capacità di fingolimod di diminuire il tasso di ricadute rispetto al placebo del 54%, con il dosaggio di 0,5 mg, e del 60% con 1,25 mg. A entrambe le dosi, fingolimod ha ridotto il rischio di progressione della malattia rispetto al placebo (hazard ratio = 0,70 e 0,68; rispettivamente). Bradicardia, blocco transitorio della conduzione atrio-ventricolare, lieve incremento della pressione arteriosa, edema maculare e aumento asintomatico degli enzimi epatici. Questi i principali effetti collaterali registrati con fingolimod (L.A.).

N Engl J Med. 2010 Jan 20. [Epub ahead of print]
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