feb102012
Sciopero revocato, Calì: la Fimmg cambi metodo
«La Fimmg non può chiedere un giorno la collaborazione delle altre sigle sindacali e il giorno dopo decidere di testa sua come se gli altri non servissero più. Noi siamo non siamo contro la Federazione, anzi da sempre siamo per l’unità di tutti i medici. Ma non sopportiamo gli strappi e la supponenza». Non ricorre a giri di parole Salvo Calì, segretario nazionale dello Smi, per replicare alle frecciate di Giacomo Milillo: intervistato ieri da Doctornews, il leader della Fimmg se l’era presa con le sigle che alla notizia della revoca dello sciopero avevano protestato per non essere state consultate. «Più preoccupate a mordere il vicino che pensare ai problemi del paese», aveva detto. Ma, come si dice in questi frangenti, lo Smi non ci sta.
Calì, cos’è che non vi è piaciuto delle parole di Milillo?
Ancora una volta il leader della Fimmg ritiene di essere il depositario delle sorti della Mg. Ricordo che sull’Enpam è stata la Fimmg a cercare il supporto di tutte le altre sigle. Se n’era fatta carico la stessa sindacale, che di Enpam aveva parlato con il ministro Balduzzi in un incontro dedicato al Patto per la salute. Poi la Fornero convoca la Fimmg e all’improvviso le altre sigle non sono più necessarie.
E’ stata la Fimmg a proclamare lo sciopero, voi vi eravate limitati all’agitazione…
La Fimmg può decidere quello che vuole sullo sciopero, dico solo che prima di dire che le aperture del Ministro sono credibili sarebbe stata opportuna una consultazione, uno scambio di vedute. La verità è che se la Fimmg è tornata sui suoi passi, è perché il padrone l’ha tirata per la giacca.
Il padrone? Quale padrone?
L’Enpam. Era stata la Fondazione a incitare la Fimmg perché si facesse qualcosa contro la Manovra, ora getta acqua sul fuoco per non esacerbare gli animi.
Anche voi avete criticato la Manovra per quel comma sull’equilibrio a 50 anni…
Le preoccupazioni sulla pensione sono fondate, non c’è dubbio. Ma siamo convinti che in un momento come questo di estrema difficoltà– e non mi riferisco al clima degli ultimi giorni – uno sciopero rischierebbe di non essere capito. I medici non sono scesi in piazza davanti a due rinnovi contrattuali economicamente in perdita, lo si fa adesso che c’è un intero paese a dover stringere la cinghia?
In conclusione, alla Fimmg che dite?
Se vuole continuare sulla strada della collaborazione cambi metodo. Le decisioni si prendono tutti assieme dopo averne discusso tutti assieme.