Politica e Sanità

apr162012

Ruolo degli infermieri, il documento del Ministero fa discutere

Medici divisi ma con una netta prevalenza degli arrabbiati sul documento del ministero della Salute che ridisegna ruolo e competenze degli infermieri in vista di un’intesa dedicata da parte di Stato e Regioni

Medici divisi ma con una netta prevalenza degli arrabbiati sul documento del ministero della Salute che ridisegna ruolo e competenze degli infermieri in vista di un’intesa dedicata da parte di Stato e Regioni. La bozza, diffusa giovedì sera a sindacati, Fnomceo e Ipasvi (la Federazione dei collegi degli infermieri) per un parere, sta, infatti, suscitando commenti eterogenei tra le sigle di categoria. E non poteva essere altrimenti, vista la filosofia d’approccio con cui il Ministero ha redatto la proposta. Che già nel preambolo ricorda come «si stia assistendo a una significativa evoluzione delle componenti organizzativo-assistenziali» del sistema sanitario, da cui la necessità di «ridefinire gli ambiti di cura e di assistenza» in base a «modalità multiprofessionali» e interdisciplinari, in uno scenario che impone «l’acquisizione di saperi elevati per ciascuna professione dell’equipe e competenze agite in una logica di integrazione, collaborazione e cooperazione tra professionisti». Tali principi vengono così declinati dal Ministero nelle varie aree dell’assistenza: Cure primarie, emergenza-urgenza, area chirurgica, area pediatrica, area salute mentale e dipendenza. E per ognuna, la proposta detta uno schema dei nuovi profili che attendono l’infermiere. E che stanno già facendo discutere i medici.
I commenti più negativi arrivano indubbiamente dai sindacati della Mg, che bocciano senza appello il documento ministeriale e minacciano rappresaglie. «È pura follia» attacca senza mezzi termini Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami «gli infermieri non sono piccoli medici, sono un’altra cosa. Se questo è ciò che le Regioni vogliono, si assumeranno la responsabilità della distruzione della classe medica».
Tra i sindacati della dirigenza, invece, i primi commenti lasciano trapelare qualche preoccupazione ma lasciano aperto lo spazio per un confronto. «Eravamo tra quelli che chiedevano un provvedimento quadro a livello nazionale che definisse l’ambito professionale dell’infermiere e così è stato» osserva Riccardo Cassi, presidente nazionale di Cimo-Asmd «ora però a fronte di questo documento, diventa indispensabile un nuovo intervento che definisca l’atto medico. A leggere la bozza ministeriale, infatti, c’è il rischio che nella diagnosi e cura si verifichino invasioni di campo. Tutto dipenderà molto da come verranno declinati i profili proposti dal dicastero». Un plauso al documento arriva invece a sorpresa da Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine dei medici di Bologna e autore tempo addietro di un esposto per abuso di professione contro il progetto toscano del “See&Treat” che anticipava i nuovi ambiti professionali dell’infermiere. «Finalmente viene dato quel che chiedevamo» dice Pizza «a noi non fanno paura le invasioni di campo, la nostra preoccupazione era che legge e ambiti professionali fossero rispettati. Se il legislatore decide che gli infermieri sono autorizzati a compiere atti medici, noi non possiamo che rispettare».


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