Ginecologia

giu192012

Rischio clinico, Aogoi stringe sulle Assicurazioni

Sono state recepite e riportate nel disegno di legge n. 50 Schema unificato sulla responsabilità professionale, le cinque proposte Aogoi (Associazione dei ginecologi italiani) per dare una risposta adeguata alle «sempre più urgenti problematiche» che riguardano la tutela assicurativa della responsabilità sanitaria. I punti, presentati a fine marzo in Senato dal presidente Aogoi, Vito Trojano in concerto con la Sigo (Società italiana di Ginecologia e ostetricia) e il Collegio italiano dei Chirurghi, sono stati accolti  qualche giorno fa:  «È un passo importante» ha sottolineato Trojano «ora non posso che auspicare che il disegno di legge venga al più presto approvato». In sintesi, i punti prevedono l'estensione dell'obbligo assicurativo a tutte le strutture in cui si svolga attività chirurgica, l'imposizione di prezzi calmierati alle compagnie assicuratrici, l'identificazione di una soglia di punibilità per la rilevanza penale, l'introduzione di un sistema di rischio clinico e la copertura assicurativa da parte della Asl per eventuale rivalsa da parte delle Corti dei Conti Regionali per il danno d’immagine. Tali provvedimenti sarebbero fondamentali, secondo Trojano, a fronte di dati allarmanti: «Otto medici su 10 con almeno 20 anni di attività» ha spiegato «hanno sperimentato direttamente almeno una volta la richiesta di risarcimento da parte di un paziente. E, secondo le stime Nazionale imprese assicuratrici (Ania), sono circa 30mila i casi annui di contenzioso per medical practice, di cui la metà finisce in aule di tribunale». D'accordo sull'inammissibilità della situazione corrente anche il presidente Fnomceo Amedeo Bianco che ha ribadito come nell’agenda del dopo riforma degli Ordini, che a breve dovrebbe completare il suo iter parlamentare, il contenzioso sia al primo posto.


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