giu252012
Riordino specializzazione: dopo triennio, biennio professionalizzante
La specializzazione potrebbe presto cambiare faccia con una divisione del quinquennio in triennio di base seguito da un biennio di formazione specifica a scelta tra tre indirizzi: cure primarie, cure ospedaliere e cure specialistiche. È quanto previsto dalla rivisitazione in ambito pediatrico del Riassetto delle Scuole di specializzazione in area sanitaria (Dm 1 agosto 2005), messa a punto dalla Conferenza permanente dei direttori delle scuole di specializzazione in pediatria e definita lo scorso 7 giugno nel corso di un congresso dell’Osservatorio nazionale specializzandi pediatria, tenutosi a Padova. Obiettivo del restyling è, come spiega Giuseppe Saggese, presidente delle Conferenza, in primo luogo «portare la pediatria italiana in linea con quella europea che prevede una distinzione tra quelli che sono i problemi di natura generalista del neonato, del bambino e dell’adolescente, da quelli di natura specialistica». In quest’ottica, viene proposto un percorso in cui nei primi tre anni vengono trasferite competenze comuni mentre il biennio sarà dedicato a obiettivi professionalizzanti, per creare, sottolinea Saggese «più connessione tra la formazione e il lavoro che si andrà a svolgere, poiché i tre indirizzi del biennio permettono, infatti, di acquisire professionalità nelle cure primarie svolte a livello territoriale, nelle cure secondarie in ambito ospedaliero e di specialistica cui oggi vengono dedicati solo 45 crediti formativi». Previsto, ma ancora da definire, anche un iter che permette di integrare la formazione con un dottorato per indirizzarsi a una carriera in cui la ricerca di laboratorio e clinica sarà preponderante. «Le scuole di pediatria» sostiene Giorgio Perilongo, coordinatore del gruppo che ha revisionato i contenuti della specialità, «dovranno immettere sul mercato sia pediatri di libera scelta sia “internisti” impiegati nelle corsie delle Unità di pediatria degli ospedali, sia pediatri specialisti operanti in centri di riferimento e infine anche coloro che si dedicheranno esclusivamente alla neonatologia». Il modello proposto, conclude Saggese, «è una risposta aderente alle necessità assistenziali e alla programmazione sanitaria». Il documento è ora pronto per essere presentato al Consiglio universitario nazionale che dovrebbe esaminarlo a settembre, ma per i diretti interessati il testo di riordino assume valenze di un vero e proprio manifesto della pediatria.