lug242012
Ricetta elettronica, Fimmg a difesa dei mmg marchigiani
Esce dai confini della regione la diatriba che vede contrapposti Fimmg e amministrazione marchigiana. La contesa riguarda la ricetta elettronica e i medici di famiglia sono in stato di agitazione per contestare il passaggio a regime della trasmissione dati dal 1° luglio
Esce dai confini della regione la diatriba sindacale che da qualche settimana vede contrapposti Fimmg e amministrazione marchigiana. La contesa riguarda la ricetta elettronica e i medici di famiglia sono in stato di agitazione per contestare il passaggio a regime della trasmissione dati dal 1° luglio, confermato con decreto delle Finanze nonostante la permanenza di problemi tecnici.
Ora la partita si sposta a Roma e in campo scendono anche i vertici nazionali del sindacato. Provvede una lettera aperta inviata al Governo dal segretario generale della Fimmg, Giacomo Milillo, e cofirmata dal segretario regionale delle Marche, Massimo Magi: nel testo, infatti, si conferma lo stato di agitazione dei generalisti marchigiani e si invitano i medici «a non ritirare “l’add-on” realizzato dalla Regione per l’invio della ricetta elettronica». L’indicazione va letta come una prima forma di resistenza nei confronti dell’amministrazione marchigiana e della sua scelta di tirare avanti nonostante gli appelli alla cautela. «Al posto di quel dialogo e di quella negoziazione che fino a ora ha garantito un equilibrio complessivo del sistema» scrivono Milillo e Magi «saremo costretti a trasferire la conflittualità nelle aule dei tribunali».
E così, anche Fimmg nazionale conferma le rassicurazioni diffuse nei giorni scorsi dal sindacato marchigiano a proposito delle sanzioni (decurtazione dell’1,15% del compenso mensile a chi non invia telematicamente almeno l’80% delle ricette): tali sanzioni, ricorda la lettera, «non potranno essere comminate per la parziale funzionalità del sistema Sac», quindi gli iscritti che a causa del rifiuto di aderire alla trasmissione elettronica dovessero incorrervi «saranno tutelati in qualsiasi sede».
È un’indicazione che dovrebbe tranquillizzare anche i medici di regioni come Sicilia e Friuli, dove si riscontrano le stesse diatribe. Pare invece fare eccezione il Lazio, dove non si registrano polemiche, anche se la fase a regime scatterà dal 1° ottobre: in questi giorni sono partiti i corsi di formazione organizzati dalla Sogei, la Regione ha concordato il pagamento di add-on e adsl (250 euro all’anno per gli aggiornamenti software) e qualche medico ha già cominciato a trasmettere (al Sac, anche se si sta lavorando al Sar regionale).