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giu282018

Sclerosi multipla, nuova valutazione dell'efficacia di Cladribina compresse su forma recidivante

Una nuova valutazione dell'efficacia e del profilo beneficio-rischio di Cladribina Compresse. A presentarla Merck in occasione del IV Congresso dell'Associazione Europea di Neurologia (Ean) tenutosi a Lisbona. I risultati dell'analisi retrospettiva dello studio di Fase III CLARITY, sottolinea una nota dell'azienda, hanno dimostrato benefici nei pazienti di età ≤50 anni e >50 anni con Sm recidivante remittente (Smrr) trattati con Cladribina Compresse, osservando, rispetto al placebo, miglioramenti sia in termini di tasso di recidiva che di risultati all'esame di risonanza magnetica per immagini (MRI).

L'analisi post hoc dello Studio di Fase III Clarity, continua la nota, era finalizzata a verificare la persistenza o meno degli effetti benefici dimostrati da Cladribina Compresse all'esame clinico e con MRI sui pazienti adulti sia giovani che anziani. Rispetto al placebo, i risultati mettono in evidenza i miglioramenti osservati rispetto al tasso annualizzato di recidive (ARR) e all'esame MRI in entrambi i sottogruppi di pazienti con SMRR, ovvero quelli con ≤50 anni e quelli con >50 anni. In confronto al placebo, Cladribina Compresse ha fatto registrare una riduzione del rischio di recidiva rispettivamente del 59% e del 52%. Nei pazienti trattati con placebo il numero medio di nuove lesioni T1 Gd+ e di lesioni attive T2 è risultato superiore nei pazienti con età ≤50 anni che non nei pazienti con età >50. Ciononostante, il trattamento con Cladribina Compresse ha dimostrato effetti significativi sulle rilevazioni effettuate con MRI in entrambe le fasce di età (P<0,0001). Questi dati consentono potenzialmente di differenziare l'efficacia di Cladribina Compresse da quella di altri farmaci modificanti la malattia (DMD) ad elevata efficacia nel trattamento dei pazienti con SM in età più avanzata.

«Questi dati rappresentano un'ulteriore conferma che Cladribina Compresse è un trattamento efficace per giovani adulti e anziani», ha affermato Gavin Giovannoni, ricercatore responsabile degli Studi Clarity e della cattedra di Neurologia presso la Barts and The London School of Medicine and Dentistry, UK. «Alcuni dei più recenti trattamenti ad elevata efficacia della SMRR non avevano fatto osservare un risultato così coerente per tutti gli endpoint clinici, elemento che fornisce un insight prezioso sulle opzioni terapeutiche a disposizione».


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