mar22011
La monoterapia intravitrale con bevacizumab, rispetto alla terapia standard con laser, nei bambini con retinopatia del pretermine (Rop) allo stadio 3+ (proliferazione vascolare rapida con emorragie retiniche) determina miglioramenti significativi della malattia in zona I (più posteriore) ma non in zona II (intermedia). Lo sviluppo di vasi retinici periferici però prosegue dopo il trattamento con bevacizumab, mentre la terapia convenzionale determina una distruzione permanente della retina periferica. Sono i risultati ottenuti da Helen A. Mintz-Hittner e colleghi dell’università del Texas, a Houston, in un trial prospettico e multicentrico, considerato però dagli stessi autori troppo piccolo per valutare la sicurezza del metodo. I ricercatori hanno coinvolto nello studio 150 bambini (per un campione di 300 occhi), assegnati in modo randomizzato a ricevere bevacizumab intravitreale (0,625 mg in 0,025 ml di soluzione) o la terapia laser convenzionale, bilateralmente. L’outcome primario oculare era costituito dalla comparsa, prima dell’età post-mestruale di 54 settimane, di una recidiva di Rop in uno o in entrambi gli occhi, tale da richiedere un nuovo trattamento. Sul totale della popolazione, 7 soggetti sono deceduti prima di tale termine, e non sono stati inclusi nell’analisi degli outcome primari. Recidive della Rop si sono avute in 4 bambini del gruppo bevacizumab (6 occhi su 140: 4%) e in 19 neonati del gruppo laserterapia (32 occhi su 146: 22%). N Engl J Med, 2011; 364(7):603-15