apr282006
Resistenza, che guaio
L`uso scorretto degli antibiotici può favorire lo sviluppo di patogeni resistenti. Un concetto ancora poco chiaro ai pazienti
Ultimo aggiornamento 28/04/06
L`antibiotico-resistenza è considerata uno dei problemi della sanità pubblica più urgente nel mondo; assunzioni ripetute e scorrette sono tra le principali cause del suo incremento. Per fare chiarezza, alla fine del 2005 la Gallup Organization ha iniziato l`indagine COMPLy (COmpliance, Modalities by Population, Lifestyle and geography), i cui risultati preliminari sono stati discussi a Nizza, in occasione dell`European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (ECCMID).
Opinioni esperte"L`indagine COMPLy ha dimostrato che nonostante molte persone sappiano che l`antibiotico-resistenza è un problema mondiale importante, poche comprendono l`impatto della non compliance sullo sviluppo della resistenza e sulla loro salute personale" ha affermato il professor
Jean-Claude Pechère del dipartimento di Genetica e Microbiologia all`Università di Ginevra, presidente del Comitato direttivo di COMPLy.
"COMPLy consente di conoscere i comportamenti e gli atteggiamenti che portano alla non compliance" ha aggiunto
Giuseppe Cornaglia, professore associato al dipartimento di Patologia dell`Università di Verona, presidente eletto dell`European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases e membro del Comitato direttivo. "Molti pazienti dimenticano di assumere il farmaco, o interrompono il trattamento quando iniziano a sentirsi meglio, creando un ambiente ideale per l`adattamento dei batteri piuttosto che per la loro eliminazione."
La metodologia dell`indagineSono state condotte interviste telefoniche dirette, a 4500 soggetti in 11 nazioni (Brasile, Cina, Italia, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Filippine, Russia, Sud Africa, Turchia e Stati Uniti). Gli intervistati avevano almeno 18 anni e avevano assunto un antibiotico negli ultimi 12 mesi. Sono stati considerati come non-compliance il salto di giorni o di dosi, oppure i casi in cui il paziente non terminava la confezione di antibiotico, nonostante gli fosse stato prescritto di farlo.
Il 22% dei partecipanti ha ammesso di non aver seguito la prescrizione medica durante l`ultima antibiotico-terapia (con punte del 30% in alcune nazioni). La metà di coloro che hanno risposto pensava che l`antibiotico rimanente potesse essere conservato e utilizzato di nuovo e, comunque, in quasi tre casi su quattro (73%) chi l`antibiotico avanzato veniva conservato.
Da sottolineare come 8 individui su 10 ritengano che i batteri antibiotico-resistenti siano un problema molto grave, ma solo 6 su 10 pensano che un`assunzione scorretta dell`antibiotico ne riduca l`efficacia.
Indicatori specificiLo studio COMPLy ha riscontrato che la frequenza di non compliance è associata all`età: i pazienti giovani hanno presentato una compliance inferiore rispetto ai quelli di età maggiore. Tra i 18 e i 29 anni la non compliance è stata del 30% rispetto al 14% riscontrato nei soggetti con almeno 60 anni. Anche il regime posologico è un predittore significativo, infatti la non compliance passa dal 15% per le monosomministrazioni quotidiane, al 27% per 3 o più dosi al giorno.
Sulla base di questi risultati, il comitato internazionale di esperti sanitari, che sovrintende l`indagine, ha sollecitato la realizzazione di programmi didattici mirati, incentrati sulle ragioni differenze culturali e nazionali che portano a un`assunzione scorretta degli antibiotici.
Elisabetta Lucchesini16th ECCMID, Nice, France. 1-4 Aprile 2006elisa lucchesini