Clinica

set192011

Reflusso gastroesofageo: rabeprazolo anche se il Bmi è alto

L’efficacia clinica del rabeprazolo si mantiene inalterata nei pazienti in sovrappeso/obesi con malattia da reflusso gastroesofageo: sembra anzi che questo sottogruppo tragga maggiori benefici dal farmaco rispetto ai magri. Lo studio, multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, è stato svolto da un team coordinato da Fabio Pace dell'università di Milano, con l’obiettivo di verificare se due inibitori della pompa protonica (rabeprazolo e omeprazolo) fossero egualmente efficaci nei soggetti con esofagite erosiva e indice di massa corporea (Bmi) superiore a 25 kg/m. Come controllo, sono stati arruolati pazienti con Bmi inferiore a 25 kg/m. Ai due gruppi di pazienti sono quindi stati somministrati i due farmaci in dosaggi giornalieri da 20 mg per un periodo di 4-8 settimane. Entrambe le molecole hanno dimostrato un significativo effetto nella guarigione della mucosa, a prescindere dal peso corporeo. Nei pazienti in sovrappeso od obesi, peraltro, si è visto che rabeprazolo svolge un’azione più rapida nell'indurre sollievo al bruciore retrosternale durante la prima settimana di trattamento. 

Eur J Gastroenterol Hepatol, 2011; 23(10):845-51


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