mag182012
Quale rapporto tra Rhinovirus nell’infanzia e asma nell’adulto
Dal Collegio universitario Inje di Seul (Corea) giunge la più recente review su un tema controverso: il rapporto tra infezione da Rhinovirus umano (Hrv) e il rischio di asma e sue riacutizzazioni
Recenti evidenze sperimentali sembrano portare definitivamente chiarezza su una questione controversa, ovvero l'esistenza di un rapporto tra infezione da Rhinovirus umano (Hrv) e il rischio di sviluppare in seguito l'asma e le sue riacutizzazioni. È uno dei dati di maggiore rilievo contenuti in una review stilata da due pediatri, Woo Kyung Kim, del Collegio universitario Inje di Seul (Corea), e James E. Gern, della University of Wisconsin, a Madison (Usa). I due autori si soffermano sugli studi che, tramite tecniche molecolari, hanno identificato rami della famiglia degli Hrv finora mai isolati in coltura.
Dati osservazionali sull'eziologia delle bronchioliti neonatali
Spesso in passato si sono ipotizzati legami tra gravi malattie virali dell'infanzia e un maggiore rischio di sviluppo d'asma. Per esempio i bambini con diagnosi di infezione delle vie aeree superiori prima dei 3 anni si ritenevano soggetti con più facilità all'asma tra i 6 e gli 11 anni. Studi recenti però hanno evidenziato che l'agente eziologico infettivo può dare indicazioni più precise sul rischio asmatico. In tal senso, è stato appurato che il virus respiratorio sinciziale (Rsv) costituisce la più frequente causa di bronchiolite, mentre al secondo posto si trova l'Hrv (altri patogeni implicati in misura minore sono: coronavirus, parainfluenzavirus, adenovirus). I follow-up a lungo termine di neonati con bronchiolite hanno mostrato che la presenza di respiro sibilante è molto più frequente se l'infezione è da Hrv che non da Rsv; altri studi hanno inoltre chiarito che la presenza di wheezing entro i 3 anni di età – in presenza di un'infezione da Hrv - si associa a un maggiore rischio di asma a 6 anni rispetto all'eziologia da Rsv. La probabilità di incorrere nella patologia allergica è ulteriormente accresciuta se la sensibilizzazione all'allergene avviene prima dei 2 anni di età.
Ridotto rilascio di interferone e forte reazione infiammatoria
Il favorimento della comparsa delle riacutizzazioni sarebbe determinato da alcuni meccanismi fisiopatologici. Normalmente l'infezione da Hrv induce una risposta antivirale, che consiste nel rilascio di interferone di tipo I e III da parte delle cellule epiteliali e dendritiche bronchiali. In caso di asma, tale produzione può risultare deficitaria, determinando un'infezione più grave e una maggiore risposta infiammatoria. Inoltre, all'avvio dell'infezione, l'Hrv si lega ai recettori epiteliali (molecole di adesione intracellulare umane o recettori delle lipoproteine a bassa densità) e inizia il ciclo di replicazione, inducendo la sintesi e il rilascio di mediatori, chemiochine e citochine, che provocano una risposta infiammatoria, con chemiotassi di eosinofili e neutrofili. Nel corso delle recidive asmatiche, si è visto che l'afflusso dei granulociti neutrofili è aumentato e si ritiene che in caso di una grave infezione di base, la reazione flogistica potenziata possa determinare edema delle vie respiratorie, contrazione della muscolatura liscia bronchiale e comparsa di respiro sibilante.
Allergy Asthma Immunol Res, 2012; 4(3):116-21