Probabilità

nov302011

Il diabete mellito influisce sull'outcome oncologico

Il diabete, per quanto trattato, influisce sugli outcome dei pazienti affetti da cancro. Tale influsso, però, appare più evidente “a valle”, cioè sul rischio di morte nelle persone già affette da una neoplasia, piuttosto che “a monte”, sul rischio di...
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nov212011

Dagli Usa linee guida per ridurre il rischio aterosclerotico

È stato da poco pubblicato un documento, steso congiuntamente dall'American heart association (Aha) e dall'American college of cardiology foundation (Accf) e dichiaratamente ispirato alle linee guida dei National institutes of health (Nih), che analizza...
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ott252011

Stipsi severa: un nuovo fattore di rischio cardiovascolare nelle donne in postmenopausa

La stipsi è comune nelle società occidentali; nei soli USA si calcola che richieda 2.5 milioni di visite medico/anno. Poiché molti fattori che predispongono alla stitichezza sono anche fattori di rischio per malattie cardiovascolari, gli AA di uno studio...
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set292011

Cimo, con il Ddl Omnibus più difficile la prevenzione del rischio clinico

Prevenire gli eventi avversi significa analizzare procedure e modelli organizzativi per verificare l’esistenza di condizioni che possano causare un danno. Abolire, su questa attività, il segreto di ufficio, così come previsto nel Ddl Omnibus che nei giorni...
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set282011

Statura e cancro

La persone alte corrono un maggiore rischio di ammalarsi di qualsiasi tipo di cancro, ma non sono chiari i motivi di questa predisposizione, i suoi collegamenti con i vari siti tumorali e/o con  fattori come il fumo o lo stato socioeconomico. In...
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set282011

Calcio intracoronarico, dato inutile ai fini della prevenzione

La misurazione aggiuntiva del calcio intracoronarico (Cac) allo scopo di migliorare la stratificazione del rischio di coronaropatia, riduce la stima del rischio piuttosto che innalzarla e non cambia l'eleggibilità al trattamento ipolipemizzante dei soggetti...
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set142011

Sospendere ASA dopo un evento cardiovascolare rappresenta un rischio per IMA non fatale

A conferma dell’importante ruolo che l’ASA esplica in prevenzione secondaria si aggiungono anche i dati di uno studio caso-controllo recentemente apparso sul BMJ. Sono stati valutati e seguiti con un follow-up medio di più di 3 anni, quasi 40.000 pazienti...
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set52011

Diabete, migliore predittività cardiovascolare con l'HbA1c

Nei pazienti diabetici di entrambi i sessi, la capacità predittiva di rischio cardiovascolare (Cv) al basale è significativamente migliore utilizzando modelli che tengono conto dei livelli di HbA1C rispetto al sistema attualmente raccomandato di classificare...
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lug292011

Postmenopausa, dati italiani sul rischio di frattura

Primi dati italiani su combinazione di densità minerale ossea, età e fattori di rischio clinici sulla stratificazione del rischio fratturativo nelle donne in postmenopausa, usando l'algoritmo Frax. Lo studio retrospettivo, coordinato da Mario Pedrazzoni...
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lug122011

Funzionalità renale nell'infarto e prognosi per oltre 10 anni

La stima della funzionalità renale (valutata tramite calcolo della velocità di filtrazione glomerulare, eGfr, o misura della creatininemia sierica) effettuata al momento di un infarto miocardico rappresenta un fattore prognostico a lungo termine, forte...
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