giu252012
Un aumento di frequenza del tumore testicolare del 45% negli ultimi 30 anni, e una crescita del 6% l’anno, soprattutto tra i 16 e i 24 anni.: per contenerlo serve un impegno multidisciplinare Sono questi l’allarme e il messaggio, lanciati da urologi, oncologi medici e oncologi radioterapisti riunitisi a Bologna dal 13 al 15 giugno in occasione del XXII Congresso nazionale SIUrO (Società italiana di urologia oncologica). «Benché» come sottolinea Giuseppe Martorana, presidente SIUrO, Ordinario di Urologia e Direttore della Clinica Urologica del Sant'Orsola «la mortalità sia diminuita del 70%, a testimonianza dei significativi progressi raggiunti», la crescita dell’incidenza del tumore al testicolo (più di 6 casi ogni 100.000 tra i 16 e 40 anni, con un costante aumento soprattutto tra gli under 24) richiede l’intensificarsi di un impegno multidisciplinare da parte di tutte le figure terapeutiche coinvolte e una particolare attenzione per i fattori di rischio, la prevenzione e la diagnosi precoce. A questo proposito, un ruolo fondamentale è assunto dal pediatra. «Uno dei principali fattori di rischio per il tumore al testicolo è infatti il criptorchidismo» rileva Martorana «per questo motivo, i bambini nati con problemi di ritenzione del testicolo necessitano non solo di un controllo costante da parte del pediatra, ma anche di una vera e propria educazione alla prevenzione, che li accompagni nell’adolescenza e nella vita adulta. Per questi ragazzi, ma non solo, è quindi necessario favorire un precoce percorso di prevenzione. Abitudine all’autopalpazione, consapevolezza dei rischi, ma anche collaborazione tra pediatra e medico di base, perché non venga a mancare, all’ingresso dell’età adulta, un monitoraggio costante e accurato».