Clinica

lug62010

Prevenzione con statine: la mortalità non si riduce

Non esistono evidenze di benefici derivanti da un trattamento con statine in termini di ridotta mortalità per tutte le cause quando gli ipocolesterolemizzanti sono somministrati a una popolazione con rischio da intermedio a elevato, ma senza storia pregressa di malattia cardiovascolare. Non si conferma, dunque, in prevenzione primaria, la prerogativa degli inibitori dell’HmgCoA reduttasi di diminuire il rischio di mortalità per tutte le cause in soggetti con storia clinica di malattia coronarica. è questo l’esito di una metanalisi, effettuata da Kausik Ray e collaboratori del Dipartimento di Salute pubblica e Cure primarie dell’Università di Cambridge, i quali si sono basati esclusivamente su trial controllati, randomizzati e prospettici, svolti mediante terapia con statine in individui senza malattie vascolari al basale e con disponibilità di informazioni relative alla mortalità per tutte le cause. I dati sono stati ottenuti dalla combinazione di 11 studi, per un totale di 65.229 partecipanti seguiti per approssimativamente 244.000 persone-anno, periodo durante il quale si sono verificati 2.793 decessi. L’impiego delle statine nel setting della prevenzione primaria ad alto rischio non è risultato associato a una diminuzione statisticamente significativa (Rr: 0,91) del rischio di mortalità per tutte le cause. Non si è rilevata alcuna evidenza statistica di eterogeneità tra gli studi.

Arch Intern Med, 2010; 170(12):1024-31
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