Clinica

set32010

Postmenopausa, cresce la mortalità con deidroepiandrosterone basso Cardiologia

Nelle donne in postmenopausa, portatrici di fattori di rischio coronarico e sottoposte a coronarografia per sospetta ischemia miocardica, ridotti livelli di deidroepiandrosterone solfato (Dhea-S) sono associati a una maggiore mortalità cardiovascolare e per tutte le cause. è il risultato di uno studio multicentrico statunitense che ha verificato i rischi connessi al declino con l’età di uno dei maggiori pro-ormoni circolanti. Nel trial sono state coinvolte 270 donne in postmenopausa, sottoposte a coronarografia e a dosaggio degli ormoni nel sangue per sospetta ischemia, le quali sono state quindi seguite annualmente. Come outcome primario si è considerata la mortalità cardiovascolare; le analisi secondarie comprendevano la mortalità per tutte le cause, gli eventi cardiovascolari non fatali (infarto miocardico, ictus e scompenso cardiaco congestizio) e la malattia coronarica ostruttiva. Analizzando i dati, si è visto che le donne nel terzile inferiore Dhea-S avevano la più alta mortalità cardiovascolare (17% tasso di mortalità a 6 anni vs 8%) e per tutte le cause (21 vs 10%) rispetto alle donne con i livelli più elevati dell’ormone. L’accresciuto rischio di morte cardiovascolare (Hr: 2,55) si è mantenuto immodificato dopo aggiustamento per molteplici fattori di rischio cardiovascolare (Hr: 2,43) ma è divenuto non signficativo in seguito a ulteriori correzioni per la presenza o la gravità di malattia coronarica ostruttiva (Hr: 1,99). Risultati simili sono stati ottenuti in relazione alla mortalità per tutte le cause. Bassi livelli di Dhea-S, infine, sono apparsi solo marginalmente ma non indipendentemente associati con coronaropatia ostruttiva.

J Clin Endocrinol Metab, 2010 Aug 25. [Epub ahead of print]

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20739385
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