Politica e Sanità

ago42017

Visite a tempo, Lavra (Omceo Roma): medici poco coinvolti nelle decisioni di Regione Lazio

Continua a far discutere la decisione della Regione Lazio di istituire un tempario di riferimento delle prestazioni specialistiche ambulatoriali individuate come critiche. Avranno i minuti contati prestazioni come risonanze magnetiche, ecografie, tac ecocolordoppler, colonscopie, elettrocardiogramma, visite neurologiche, ginecologiche, urologiche. In totale, il decreto firmato dal Governatore Nicola Zingaretti, conta però ben 63 esami specialistici che dovranno essere eseguiti tenendo conto dei tempi stabiliti per quella specifica prestazione. «Mi sembra che questa decisione - spiega a DoctorNews33 Giuseppe Lavra, presidente dell'Omceo di Roma - rientri in una logica in cui non c'è sufficiente coinvolgimento di chi è competente delle questioni. Credo che a questo punto, sarebbe giusto ragionare in termini più sereni e realistici di tali aspetti individuando delle soluzioni che tengano conto delle posizioni di chi vive sul campo la realtà operativa». Secondo Lavra, insomma, non sono stati compiutamente coinvolti i medici in queste decisioni. «Ho l'impressione - aggiunge - che non ci sia un collegamento tra chi ha oggettivamente la responsabilità di operare delle scelte e chi ha la competenza reale sul campo. Il tempario in linea di massima non è da rifiutare, ma certamente deve essere concertato con coloro che effettuano questo tipo di prestazioni». E, sebbene dalla Regione si fa sapere che l'elenco delle prestazioni è stato definito dopo una ricognizione effettuata dai competenti uffici regionali relativamente ai tempari delle prestazioni specialistiche ambulatoriali adottati da alcune Regioni italiane, da alcune aziende sanitarie regionali del Lazio e dal Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell'Area Sanitaria (Sumai), Lavra ribadisce che «non è abbastanza». «Da quello che leggo anche da parte di organizzazioni sindacali - precisa - non è bastata una semplice consultazione, è mancato un vero coinvolgimento che non facesse generare distorsioni di alcun tipo, come tempi illogici che vanno a discapito del paziente e per la relazione di cura». Il problema, insomma, secondo il presidente dell'Omceo romano è strutturale nella Regione. «Credo ci sia ancora molto da fare - conclude - per migliorare il collegamento che io ritengo fondamentale e senza il quale non riusciremo a risolvere i problemi che abbiamo. Si fanno sforzi, ma se non si migliorano i rapporti tra addetti ai lavori e decisori non andremo lontani».

Rossella Gemma
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