Politica e Sanità

feb52019

Via il numero chiuso a Medicina, Sigm: preoccupazione per proposta Ferrara

Esprime "profonda preoccupazione" il comunicato emesso dal Sigm riguardo la proposta avanzata lo scorso 25 gennaio in occasione della tavola rotonda convocata presso l'Università degli Studi di Ferrara dal Rettore Zauli, con oggetto l'allargamento degli ingressi nella facoltà di medicina e chirurgia a vantaggio di 600 studenti oltre alla quota selezionata a livello nazionale. "Questa modalità di accesso da un lato non appare oggettiva: non riteniamo infatti che gli esami universitari, spesso sostenuti oralmente e con criteri di valutazione soggettivi, siano un metodo di selezione imparziale per l'accesso a Medicina. Inoltre, questa proposta abolirebbe di fatto una programmazione degli accessi, perché non prevederebbe più un numero predeterminato di studenti, ma l'accesso a chiunque superi una determinata media", si legge nella nota. Il nuovo sistema consentirebbe infatti l'accesso a 600 studenti (in aggiunta alla quota che ha superato il test) previo superamento di prove di autovalutazione psicoattitudinale e ottenimento di un'attestazione del livello di lingua inglese, e la possibilità di proseguire il percorso in facoltà solo con una media di 27/30 o superiore dopo il primo semestre.
Per quanto riguarda il numero di iscritti e la congruità alle richieste del Ssn, "da sempre il SIGM sostiene una corretta programmazione degli accessi alla Facoltà di Medicina, per la tutela della qualità della formazione dei futuri medici anche a garanzia dei diritti dei cittadini di ricevere assistenza sanitaria da medici formati con un percorso di alta qualità. È infatti fondamentale una corretta programmazione che tenga conto del fabbisogno del SSN e della necessità che i futuri professionisti possano ricevere una formazione di alta qualità, con maggiore spazio dedicato alle attività pratiche e professionalizzanti, possibili solo laddove il numero di studenti lo rende possibile". Un numero di iscritti superiore non farebbe che "aumentare l'imbuto formativo alla fine del corso di Laurea, portando al collasso un sistema in cui già migliaia di medici ogni anno, dopo la Laurea, non riescono ad accedere ad una scuola di Specializzazione o al Corso di Formazione in Medicina Generale, generando un numero sempre maggiore di Medici Laureati ma senza formazione post Laurea, a forte rischio di disoccupazione o sotto-occupazione, come già avviene oggi".
Il sindacato sottolinea poi il proprio "rammarico" per il mancato invito al dibattito dello scorso 25 gennaio: "Una esplicita richiesta di partecipazione, anche in qualità di semplici uditori, di alcuni membri della nostra Associazione inviata al Rettore dell'Università e al Preside della Facoltà di Medicina di Ferrara è stata ignorata, non ricevendo alcuna risposta". L'associazione, che "sicuramente avrebbero fornito un punto di vista di chi conosce bene la realtà formativa e lavorativa di studenti di Medicina e Giovani Medici", esprime i propri dubbi sul fatto in merito a come "la stampa locale parli di proposta accolta con l'unanime consenso di tutti gli intervenuti alla tavola rotonda", in quanto "un uditorio selezionato, che non prevedesse l'ingresso neanche come uditori, di chi sostiene idee diverse, non può che esprimere parere unanime".
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>
Ultime notifiche dalla community