Politica e Sanità

mag232022

Vaiolo scimmie, segnalazioni in 12 paesi. Trasmissione sessuale non è l'unica modalità di contagio

Aumentano le segnalazioni dei casi di vaiolo delle scimmie, arrivati a 12 i paesi che contano in tutto 92 casi confermati e 28 sospetti. I casi riguardano Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti d'America. Finora non sono stati stabiliti collegamenti di viaggio con le aree dove la malattia è endemica. «Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, i casi sono stati identificati principalmente, ma non esclusivamente, tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini» scrive l'Oms. A ribadire che la trasmissione sessuale non è l'unica modalità di contagio del vaiolo delle scimmie è anche la Federazione degli ordini dei medici. Precisazione arriva per fare chiarezza dopo alcune dichiarazioni delle istituzioni sanitarie sul contagio fra omosessuali e per evitare lo stigma alla comunità. Come quelle dell'Ecdc che hanno scatenato le reazioni delle associazioni, ma anche la preoccupazione dei medici di far arrivare un'informazione scientifica non corretta. «L'infezione può derivare da uno stretto contatto con secrezioni respiratorie, lesioni cutanee di una persona infetta od oggetti recentemente contaminati - spiega Fnomceo - e la trasmissione attraverso le particelle respiratorie delle goccioline di solito richiede un contatto faccia a faccia prolungato, il che mette a maggior rischio il personale sanitario oppure i membri della famiglia dei casi attivi».

Arriva, intanto, la prima sequenza del vaiolo delle scimmie da un gruppo di ricerca della Bioinformatics Unit, Department of Infectious Diseases, National Institute of Health Doutor Ricardo Jorge (INSA), a Lisbona. Il virus che sta preoccupando diversi paesi del mondo sembra molto simile a quello che aveva causato dei casi in vari paesi, tra cui la Gran Bretagna, Singapore e Israele nel 2018-19. Nel 2018, ci sono stati tre casi nel Regno Unito dopo che una persona tornata dalla Nigeria ha infettato altri due membri della sua famiglia. Il team di Joao Paulo Gomes del National Institute of Health in Portogallo ha sequenziato il genoma del virus da un campione prelevato da un paziente maschio il 4 maggio. Anche team di altri Paesi stanno sequenziando campioni virali, ma quello di Gomes è il primo a rendere pubblica una sequenza. Con il sequenziamento di altri campioni, dovrebbe divenire chiaro se, come si sospetta, una singola variante del vaiolo delle scimmie sia responsabile di tutti i casi dell'attuale epidemia. Ma stabilire se questa variante abbia qualcosa di unico non sarà facile. Anche con il virus della SARS-CoV-2, ora molto ben studiato, è difficile collegare particolari mutazioni a cambiamenti nella trasmissibilità virale e in altre caratteristiche del virus. Il virus del vaiolo delle scimmie e' molto piu' grande - circa 200.000 lettere di DNA rispetto alle 30.000 lettere di RNA del coronavirus. «Ulteriori sequenziamenti e analisi sono in corso», ha anticipato Vitor Borges, un membro del team portoghese in un tweet.

La situazione «si sta evolvendo», e la previsione è che «ci saranno più casi di vaiolo delle scimmie identificati man mano che la sorveglianza si espande nei paesi non endemici». Gli Stati Uniti intanto sono già al lavoro per capire quale vaccino possa essere utilizzato contro questa malattia, ha detto il presidente americano Joe Biden nel corso di una missione in Asia. «Tutti dobbiamo essere preoccupati», ha detto ancora il capo della Casa Bianca sottolineando che i contagi «potrebbero continuare ad espandersi». Ora le azioni immediate, spiega l'Organizzazione mondiale della Sanità in una nota, «si concentrano sull'informare coloro che potrebbero essere più a rischio di infezione al fine di fermare un'ulteriore diffusione. Le attuali prove disponibili suggeriscono che coloro che sono più a rischio sono coloro che hanno avuto uno stretto contatto fisico con qualcuno con il vaiolo delle scimmie, mentre sono sintomatici». L'Oms sta lavorando anche per fornire una guida per proteggere dal contagio gli operatori sanitari in prima linea e altri operatori sanitari che potrebbero essere a rischio, come gli addetti alle pulizie. L'obiettivo è quello di riuscire a fornire raccomandazioni tecniche già nei prossimi giorni. I paesi endemici del vaiolo delle scimmie, riferisce sempre l'Oms, sono: Benin, Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Gabon, Ghana (identificato solo negli animali), Costa d'Avorio, Liberia, Nigeria, Repubblica del Congo e Sierra Leone. Benin e Sud Sudan hanno documentato le importazioni in passato. I paesi dell'Africa centrale che attualmente segnalano casi sono il Camerun e la Nigeria. Il virus viene trasmesso da una persona all'altra per stretto contatto con lesioni, fluidi corporei, goccioline respiratorie e materiali contaminati come lettiere. Il periodo di incubazione del vaiolo delle scimmie è generalmente compreso tra 6 e 13 giorni, ma può variare da 5 a 21 giorni. Varie specie animali sono state identificate come suscettibili al virus del vaiolo delle scimmie.
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