Politica e Sanità

feb92018

Vaccino contro il cancro? Pinto (Aiom): studio promettente ma del tutto preliminare

Un nuovo trattamento sperimentale messo a punto alla Stanford University utilizza immunostimolanti per combattere i tumori e ha ottenuto risultati incoraggianti nei topi di laboratorio. In tutto il mondo, le aspettative di un cambio di passo nelle cure oncologiche sono alte e questa notizia ha avuto ampia eco illudendo alcuni che un "vaccino contro il cancro" sia appena dietro l'angolo. Tuttavia, esperti come Carmine Pinto, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), raccomandano estrema prudenza, sottolineando il carattere del tutto preliminare di questa ricerca. «Il passaggio tra il topo e l'uomo non è affatto immediato, - ammonisce Pinto - si tratta di un modello preclinico e come tale sviluppa delle ipotesi, ma vanno fatti poi degli studi clinici a partire da quelli di fase uno». In effetti, il primo trial sull'uomo è appena iniziato: sono stati reclutati 15 pazienti con linfoma per iniziare a verificare tolleranza ed efficacia di questo metodo, che comporta l'iniezione di minime quantità di due diversi agenti immunostimolanti all'interno di tumori solidi e, nei topi, ha portato alla loro totale scomparsa, incluse le metastasi lontane dalla massa tumorale principale. «È uno studio che da un ulteriore contributo su come la combinazione di meccanismi di azione diversa possa potenziare la risposta immunologica», spiega il presidente Aiom.

L'immunoterapia è una dei filoni più promettenti nella ricerca di una cura contro il cancro, ma in molti casi è già una realtà e trova applicazione anche nei nostri ospedali. Pinto ricorda che già sono disponibili farmaci molto efficaci: «in Italia stiamo avendo risultati importanti, che confermano nella pratica clinica quello che era emerso negli studi sperimentali; si sono fatti enormi passi avanti e abbiamo la possibilità di utilizzare farmaci immunoterapici nel melanoma metastatico, nel polmone metastatico e nel tumore del rene, mentre a breve dovremmo avere la registrazione di farmaci immunoterapici anche per il tumore del testicolo e della vescica».
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