Politica e Sanità

ago32018

Vaccini, slitta obbligo scolastico in attesa nuovo ddl. Lorenzin: hanno vinto i no-vax

Slitta all'anno scolastico 2019/2020 l'esclusione da nidi e materne dei bambini non in regola con le vaccinazioni. La commissione Affari costituzionali del Senato ha, infatti, approvato i due emendamenti identici, a firma M5s e Lega, all'articolo 6 del decreto "proroghe". Decade così quanto previsto dall'articolo 3 della legge Lorenzin che un anno fa ha ripristinato l'obbligo vaccinale per bambini e ragazzi da zero a sedici anni, e secondo cui la presentazione della documentazione sull'avvenuta vaccinazione "costituisce requisito d'accesso". «L'obbligo slitta al 2019-2010. Una decisione di buon senso per la quale esprimiamo grande soddisfazione» conferma il sottosegretario alla Salute, Maurizio Fugatti (Lega).

«L'emendamento approvato al Milleproroghe permetterà a tutti i bambini di accedere, a settembre, alle scuole dell'infanzia. Si tratta di una deroga messa a punto in attesa della presentazione del ddl sui vaccini che depositeremo a breve. A un mese e mezzo della ripresa dell'attività scolastica facciamo in modo che i bimbi vi possano accedere» aggiungono in una nota congiunta i senatori del Movimento 5 Stelle, Paola Taverna, vicepresidente del Senato, e Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama.

«Un atto di grande irresponsabilità privo di razionale etico e scientifico che metterà a rischio la salute di migliaia di bambini, chi pagherà quando si realizzeranno le sue conseguenze?» scrive su Twitter il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, commentando l'emendamento. Parla di scelta «incomprensibile» la senatrice a vita, Elena Cattaneo visto che «il ministro Grillo in audizione ha ricordato che i dati del 2017 registrano un miglioramento delle coperture vaccinali soprattutto a 24 e 36 mesi, con i risultati più significativi nelle prime fasce d'età, dove il decreto ha minacciato l'esclusione dall'asilo nido. È quindi incomprensibile che a sera la maggioranza faccia l'opposto».

«Questo modo di procedere, inconcepibile quando si tratta della salute pubblica» continuala senatrice a vita «è al di là del bene e del male. È il tradimento dei fatti, il disconoscimento della realtà e delle evidenze che dovrebbero essere alla base di ogni decisione pubblica. Virus e batteri non riconoscono nessun bilanciamento - che invece si vorrebbe dare a livello politico - tra salute e istruzione. Riconoscono invece l'organismo e lo infettano, con tutte le conseguenze del caso. È un preciso dovere di sanità pubblica mettere gli organismi dei bimbi in grado di difendersi da questi patogeni per poi aprire a tutti loro, anche a chi non potendosi vaccinare ne sarebbe dolorosamente escluso, le porte delle scuole e delle strutture educative. L'aula del Senato può ancora correggere quanto approvato il Commissione, il Ministro Grillo dovrebbe essere la prima a pretenderlo. Un suo silenzio, o peggio l'accondiscendenza all'iniziativa, minerebbe sul nascere la sua credibilità di governo», conclude.


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