Politica e Sanità

giu82021

Vaccini Covid, per terza dose infermieri in studio con i medici. La proposta Fnomceo

In vista di una eventuale terza dose per la vaccinazione anti-Covid, da effettuarsi sul territorio e dai medici di base e non più in strutture allestite per la fase emergenziale come gli Hub, la priorità è adottare un nuovo modello organizzativo e rafforzare il personale a disposizione.
L'indicazione operativa arriva dal presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli, che propone di potenziare l'azione sul territorio affiancando ad esempio ai medici negli studi anche infermieri ed assistenti. La necessità di almeno un'ulteriore dose è stata ipotizzata dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo in audizione alla Camera. Necessario, secondo Figliuolo, è proprio il passaggio graduale nei prossimi mesi dalla gestione commissariale dell'emergenza a una gestione ordinaria "delle
attività sanitarie da parte delle amministrazioni centrali e locali competenti". Per realizzare tale obiettivo, afferma Anelli, serve però un "nuovo modello organizzativo ed è urgente l'apertura di un tavolo di confronto con il ministero della Salute". Al momento, un'organizzazione delle vaccinazioni anti-Covid sul territorio in una nuova fase ordinaria non è ancora definita: "Ad oggi - spiega - ancora non sappiamo quando sarà opportuno e indicato fare la terza dose vaccinale e gli studi attuali non sono per il momento sufficienti per dare un'indicazione precisa di come e quando questa andrà fatta. Precisato ciò- prosegue - penso che faccia benissimo il generale Figliuolo a predisporre un piano".
Ora, rileva ancora Anelli, "è evidente l'esigenza di riportare il personale medico impiegato negli Hub alla gestione dello smaltimento delle liste di attesa, aumentate durante il periodo di emergenza pandemica, e anche alla gestione di quella che abbiamo definito la pandemia silenziosa delle altre malattie che
hanno continuato a colpire anche durante la fase critica dell'epidemia da Covid-19". Dunque, "bisogna indubbiamente superare la fase di gestione emergenziale con gli Hub, e l'eventuale fase del terzo richiamo anti-Covid dovrà essere necessariamente gestita dai medici sul territorio". Perché si
possa partire in modo adeguato, avverte, "bisogna definire un nuovo modello: va considerato che i medici di base devono continuare a gestire anche il carico di lavoro delle patologie ordinarie, dunque per le vaccinazioni Covid è fondamentale aumentare il personale a disposizione affiancando al medico in
studio anche assistenti e infermieri". Inoltre, chiarisce, "va modificato pure il sistema di prenotazione dei vaccini: non più attraverso le piattaforme regionali ma attraverso la chiamata diretta del medico al paziente, come accade per il vaccino antinfluenzale. Di conseguenza, la distribuzione delle dosi andrà calibrata secondo il fabbisogno dei medici". Ma su tutti questi punti, ha concluso Anelli, "serve l'apertura di un tavolo ad hoc tra ministero e sindacati medici", tenendo comunque conto che "i carichi di lavoro per i medici potranno essere 'diluiti' nel tempo, dal momento che l'eventuale richiamo potrà essere somministrato con gradualità nell'arco di mesi e non concentrato in un breve periodo".


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