Politica e Sanità

feb222021

Vaccini Covid-19 da Mmg, firmato protocollo. Ecco tutti i contenuti

Il protocollo nazionale governo-sindacati-regioni per i vaccini Covid 19 negli studi dei medici di famiglia è stato firmato nel week-end. I medici di famiglia vaccineranno, si stima, almeno 5 milioni di italiani, loro assistiti. Ma essendo i convenzionati della medicina generale 40 mila medici di assistenza primaria più 15 di altre convenzioni, si potrebbe puntare più in alto. Sul compenso niente formulazioni tassative. Saranno gli accordi regionali ad individuare sia quello sia la platea dei soggetti da immunizzare in base alle priorità definite dal Piano strategico vaccinale in relazione ad età, patologie, situazioni di cronicità, disponibilità di vaccini, modalità per conservare e somministrare il vaccino.

L'approvvigionamento per ciascun medico dovrà avvenire in tempi certi e in quantità tali da consentire di garantire ai propri assistiti le somministrazioni, in linea con le diverse fasi della campagna ed ai target di riferimento. Per la dotazione di studio si rinvia a quanto già previsto per somministrare i vaccini antinfluenzali. Se mancano collaboratori o infermieri per vaccinare negli studi, i mmg possono agire nei centri vaccinali delle Asl o a casa del paziente. Quanto alla parte economica, non sono stati presi a riferimento i 6,16 euro a inoculazione (o ad avvenuta immunizzazione, inizialmente il nodo era questo) delle prestazioni aggiuntive. Il fatto che la vaccinazione rientri tra quelle prestazioni - eseguibili con autorizzazione sanitaria da allegato D della convenzione del 2005 ­- comporta unicamente che non sia automaticamente obbligatorio aderire alla campagna per il mmg. Il compenso invece è fissato dagli accordi regionali. Tuttavia questi ultimi sono stati firmati fin qui in sette regioni, si arriverà a tutte e 20 (21 con le province autonome)? Non a caso, il governo nel protocollo ricorda di aver stanziato all'articolo 1 comma 9 del decreto rilancio (34/2020) 10 milioni per potenziare la presenza degli infermieri nello studio del mmg. Per premiare l'adesione alla campagna ora si consente - sempre a livello nazionale - di aggiungere altri 25 milioni stanziati al comma 468 della Finanziaria 2021 dai quali attingere. Come linea di condotta generale, siccome i finanziamenti delle prestazioni aggiuntive sono a carico del fondo sanitario nazionale, la campagna impone una integrazione di queste risorse del fondo sanitario nazionale, progressiva, sulla base di come vanno i rifornimenti e di come procede l'impegno dei mmg. I medici dovranno inoltre registrare le vaccinazioni effettuate nella piattaforma nazionale prevista dal recente decreto legge Covid (14 gennaio 2021, n. 2), integrata con quella regionale che usano di solito; se le piattaforme nazionale e regionali non si integrano, i medici dovranno attenersi alle indicazioni della regione o Asl; i mmg sono tenuti a trasmettere i dati in questione "con immediatezza" online alla regione di riferimento. Il commissario all'emergenza Arcuri assicura la fornitura dei vaccini e dei materiali ausiliari e di consumo, secondo modalità individuate a livello regionale. Se in una regione insorgessero difficoltaÌ nel distribuire i vaccini, il Commissario, richiesto, potrà valutare modalità sussidiarie di intervento.

A firmare sono stati tutti i sindacati: Fimmg, Snami, Smi, Intesa Sindacale. Dice Angelo Testa, presidente Snami: «Abbiamo ottenuto che ove i profili organizzativi e logistici non consentano la vaccinazione negli studi dei mmg, perché manca personale, i medici di medicina generale possano operare nei locali Asl. Circa l'80% dei mmg potrà optare per vaccinare in centri vaccinali organizzati con personale amministrativo, segretariale, infermieristico e medico specialista per governare eventuali reazioni avverse». Soddisfatto Snami anche perché il governo amplia la platea dei medici vaccinatori coinvolgendo nella campagna anche i professionisti appartenenti agli altri settori della medicina generale (medici di continuità assistenziale, servizi, 118). Sul punto, sottolinea la segretaria nazionale di settore Tommasa Maio che «oltre 17.500 medici sono pronti a dare un significativo contributo. Ora si tratta di garantire sui tavoli regionali che i medici di CA possano svolgere questo lavoro in contesti idonei e in assoluta sicurezza». E occorre «definire le modalità di coinvolgimento, che dovranno essere le più idonee alle caratteristiche e al modello assistenziale di ciascuna realtà. In nessun caso si potrà prescindere dalla garanzia che i medici di Continuità assistenziale chiamati a vaccinare abbiano a loro volta ricevuto la somministrazione del vaccino».

Mauro Miserendino
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