Politica e Sanità

set52022

Vaccini Covid, continuare somministrazioni con prodotti disponibili. Le raccomandazioni Ue

Continuare le strategie nazionali di vaccinazione contro il Covid utilizzando i vaccini attualmente disponibili, senza aspettare quelli adattati. È la prima raccomandazione della Commissione europea per prepararsi a una possibile nuova ondata di Covid per l'autunno-inverno. Per quanto riguarda i vaccini adattati, secondo le anticipazioni dell'Ansa, l'Esecutivo Ue suggerisce di sviluppare da subito programmi nazionali per individuare quali vaccini dovrebbero essere utilizzati per quali gruppi di popolazione. I gruppi di popolazione che dovrebbero avere la priorità per i vaccini adattati andrebbero identificati da subito, indica il documento dell'Ue. Colmare le lacune nella copertura vaccinale resta una priorità. Dalla fine di aprile nell'Ue le campagne di vaccinazione hanno ottenuto scarsi risultati. Tra le persone di età pari o superiore a 60 anni, sottolinea il documento, il 7,5% non è ancora vaccinato e il 16,3% non ha ricevuto il primo richiamo. Il 14,1% delle persone di età pari o superiore a 18 anni non è vaccinato e il 35,5% non ha ricevuto il primo richiamo.

Anche il ministro della Salute Roberto Speranza ribadisce che quella della lotta al Covid «dobbiamo considerarla ancora una partita aperta. Il Covid non è sparito, non ha preso un'astronave e scomparso. È un problema che ancora abbiamo ma abbiamo strumenti nuovi per affrontarlo, in particolar modo con i vaccini. Ema nella giornata di ieri ha dato l'ok a vaccini aggiornati, Aifa si pronuncerà il 5 settembre, e l'auspicio è che dalla metà di settembre si possa iniziare questo altro pezzo della campagna di vaccinazione». Bruxelles, inoltre, torna a raccomandare di combinare le campagne di vaccinazione contro il Covid e l'influenza ove possibile, rivolgendosi in particolare ai gruppi vulnerabili. È «possibile che alcuni interventi non farmaceutici», cioè le mascherine e la distanza sociale, «debbano essere reintrodotti nei prossimi mesi», avverte la Commissione europea, che suggerisce alcuni segnali che dovrebbero funzionare da campanello da allarme per una reintroduzione tempestiva delle misure. La Commissione ribadisce anche l'importanza di sistemi di sorveglianza integrati Covid-influenza.

Entro 10 giorni, dunque, arriveranno in Italia i nuovi vaccini aggiornati contro Omicron, il cosiddetto vaccino bivalente, così chiamato perché contiene due componenti di Rna messaggero del coronavirus e per questo garantisce una doppia protezione verso il ceppo originario del virus, quello di Wuhan, e verso la variante per cui è stato adattato. Sebbene in Italia ormai la circolazione di Omicron 1 è molto ridotta, rispetto a omicron 4 e 5, gli esperti concordano sul fatto che i numeri sulla circolazione della subvariante non inficiano la validità della vaccinazione per Omicron1. Dalle analisi è emerso che il nuovo vaccino genera una buona protezione anche contro tutte le altre sottovarianti di Omicron. Nel frattempo, l'Ema ha iniziato a valutare anche la richiesta di autorizzazione di Pfizer per la versione del vaccino adattata contro BA.4 e BA.5.
Non sei ancora iscritto?     REGISTRATI!   >>


chiudi