Politica e Sanità

set132017

Vaccinazioni obbligatorie, il quadro delle Regioni. Boom di prenotazioni in Toscana

La scuola è pressoché iniziata in tutte le Regioni e la corsa alle vaccinazioni continua nonostante qualche ritardo e qualche nervosismo di operatori e genitori. In Lombardia, solo negli ultimi quattro giorni, le prenotazioni sono aumentate del 56% e i certificati, rilasciati a chi è già immunizzato, del 46%. Numeri che lasciano presagire il salto di coperture dall'attuale 93% al 95%. Nel Lazio, invece, le prenotazioni sono arrivate a 90 mila, 72 mila nella sola Asl Roma1. Per morbillo, parotite e rosolia sono numeri che dovrebbero far avvicinare l'attuale 89% alla soglia di sicurezza, mentre c'è ancora molto da fare sul fronte della varicella. Il Piemonte ha deciso di giocare d'anticipo, spedendo ai 61mila inadempienti le prenotazioni. Tutti prenotati automaticamente dalla Regione anche in Liguria, dove i bambini non coperti da vaccinazione sarebbero il 15%. C'è ancora da fare invece in Val d'Aosta, dove la percentuale dei non vaccinati per morbillo, rosolia e parotite da 0 a 5 anni è del 13,4%.

È vera corsa al vaccino, invece, in Campania, dove sono state effettuate 26.223 immunizzazioni dal 1° settembre, escluse Benevento e Caserta, che già sono sopra la soglia del 95%, raggiungibile ora anche da Napoli e dalle altre provincie, almeno per l'esavalente (polio, pertosse, difterite, tetano, epatite B e meningite). Si procede abbastanza rapidamente anche in Veneto che possiede indici di copertura vaccinale superiori alla media nazionale ma dove il governatore ha deciso di impugnare, per poi sospendere, la legge sui vaccini obbligatori davanti alla Consulta. Situazione critica ancora nella provincia autonoma di Bolzano che parte da una delle coperture più basse d'Italia: solo il 76% per la quadrivalente (morbillo, rosolia, parotite e varicella). E infatti la Provincia è ricorsa al pugno di ferro comminando già 200 multe a chi non ha nemmeno tentato la via della prenotazione. Corsa al vaccino nella vicina Trento, dove i piccoli senza copertura sono passati in pochi giorni da 4500 a poco più di 1500. Dati che permettono di toccare quota 95%, almeno per l'esavalente. Positiva anche la situazione in Friuli, dove l'aumento dei vaccinati si è sentito di più soprattutto tra i neonati: più 34% per i «classe 2016». In Toscana le prenotazioni sono aumentate del 350% in poco tempo. In Umbria i piccoli senza esavalente sono solo il 5%, tra l'8 e 10 quelli che devono fare la trivalente. Ma considerando chi ha già preso appuntamento i conti dovrebbero tornare. Così come nel piccolo Molise tra vaccini fatti e prenotati. Un esempio su tutti, quello dell'Emilia Romagna, che ha fatto da apripista 10 mesi fa con una legge per gli asili analoga a quella nazionale. Dal dicembre 2016 al 30 giugno le coperture contro difterite, tetano, polio ed epatite B sono passate dal 92,4 al 93,5% per i nati nel 2014 e dal 95,8 al 96,6% per quelli del 2015, mentre per morbillo, parotite e rosolia si è passati dall'87,2 al 90,7%. E dopo i bambini la Regione pensa ora di vaccinare anche medici e infermieri.

Ma per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, guai a parlare di caos. «Vorrei dirlo molto chiaramente: non c'è alcun caos, il caos esiste solo in quei casi in cui non si vuole applicare la norma. A chi dice che si poteva fare qualcosa prima - ribatte Lorenzin - faccio notare che il piano nazionale vaccini dello scorso gennaio nasce da un lavoro durato tre anni, molte regioni hanno già cercato di rendere obbligatorie le vaccinazioni proprio perché con le campagne di comunicazione non si riusciva a raggiungere le famiglie e oggi, a fronte dell'urgenza, abbiamo deciso di intervenire tornando con l'obbligo della vaccinazione al passato ma con mezzi moderni». Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, ha quindi ribadito che non ci saranno proroghe alle scadenze stabilite per la presentazione della documentazione sui vaccini: «Non è la scuola ad allontanare i bambini non vaccinati ma è una scelta dei genitori che sono consapevoli delle conseguenze delle loro decisioni. Noi lavoriamo per avere nei nostri istituti tutte le bambine e tutti i bambini vaccinati secondo il calendario vaccinale».

Rossella Gemma
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