Politica e Sanità

apr202017

Uso eccessivo cellulare causa tumore. Sentenza condanna Inail a risarcimento

Una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente di un'azienda cui è stato diagnosticato un tumore al cervello dopo che per 15 anni ha usato il cellulare per più di tre ore al giorno senza protezioni. A sancirlo, come annunciato dagli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone, dello studio legale torinese Ambrosio e Commodo, una sentenza del Tribunale di Ivrea, che per la prima volta riconosce il nesso e condanna l'Inail al risarcimento. Protagonista della vicenda un dipendente 57enne di una grande azienda a italiana che per 15 anni ha utilizzato per lavoro il telefonino senza precauzioni per più di tre ore al giorno al quale è stato diagnosticato nel 2010 un tumore benigno ma invalidante.

Le motivazioni della sentenza di primo grado saranno rese note nei prossimi 50 giorni. «È una sentenza straordinariamente importante» commenta l'avvocato Bertone «perché il fatto che si riconosca la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dai cellulari è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche. Il telefono cellulare è un dispositivo tecnologico che emette onde elettromagnetiche ad altissima frequenza e ogni giorno più di 40 milioni di italiani lo utilizzano. Per questo è importante che tutti siano al corrente dei rischi che corrono loro stessi e coloro che hanno intorno. È, dunque, importante riflettere sul problema e adottare le giuste contromisure».
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